Senorbì.

Sanità, l’anno inizia con i problemi di sempre 

«Mancano gli specialisti, le apparecchiature e i servizi. Serve una svolta»  

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Il nuovo anno inizia cosi è finito: con un poliambulatorio a mezzo servizio, con le guardie mediche chiuse nei giorni di festa e con le proteste dei sindaci che da anni chiedono di potenziare i servizi sanitari. Il 2026 in Trexente si apre con i problemi di sempre.

Il poliambulatorio

Soffre come tutti i poliambulatori delle zone interne. Fino a qualche anno era considerato una sorta di “ospedaletto”, un punto di riferimento per migliaia di pazienti della Trexenta e anche del Sarcidano. Oggi il centro Asl di via Campioi resta comunque uno dei servizi sanitari più importanti del territorio, ma continua ad essere privo di alcuni servizi molto importanti. L’elenco è lungo. Lunghissimo. Prova a fare una sintesi Umberto Oppus, sindaco di Mandas. «Sonda ecografica ginecologica o ecografo ginecologico, autorefrattometro. ⁠carrello lampada oculistica, ⁠porta lenti oculistica e tante altre apparecchiature fondamentali per garantire un’assistenza sanitaria di qualità. Cosa che purtroppo non accade in questo momento. A Mandas non c’è più il fisiatra. Negli ambulatori dei medici di base ci sono file lunghissime e disagi praticamente quotidiani. In questi anni il territorio si è mobilitato per difendere i servizi, ma le risposte non sono arrivate e tantissime persone ormai rinunciano anche alle cure».

Le proteste

Anche l’Unione dei Comuni in tempi recenti ha chiesto il potenziamento del poliambulatorio di Senorbì. «Si tratta di una struttura molto importante per tutta la Trexenta. Speriamo che nel 2026 le cose possano cambiare. Tutti i sindaci e gli amministratori comunali da tempo chiedono una svolta», dice il presidente Antonello Serra. Chiede “rinforzi” anche Maria Carmela Lecca, sindaca di Ortacesus: «Nonostante le proteste la situazione del poliambulatorio di Senorbì, non è cambiata. Il territorio continua a soffrire di una grave carenza di personale sanitario. Da anni infatti sono scoperte le ore di vari specialisti che creano un depotenziamento dal servizio sanitario». La prima cittadina ricorda anche i recentissimi disagi in occasione delle feste di fine anno con le guardie mediche di Senorbì, Mandas e Guasila rimasto con i turni scoperti: «Una situazione assurda. Si tratta dell’ambulatorio di riferimento anche per i cittadini di Guamaggiore, Selegas e Ortacesus». Un “male comune” per tanti paesi. «Non bastano le scuse per il disservizio e il suggerimento ai pazienti di chiamare il 118 – commenta Umberto Oppus – purtroppo i turni sono rimasti scoperti un po’ ovunque nell’Isola. Una situazione vergognosa». (f. p.)

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