Ghilarza.

Sanità, Gallus lancia l’allarme 

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La giornata di oggi segna uno spartiacque decisivo per capire quali saranno le reali conseguenze della scadenza dei contratti dei medici a gettone, soprattutto per la gestione dei codici bianchi e verdi negli ospedali oristanesi. Il consigliere provinciale sardista e delegato alla sanità Domenico Gallus, che per primo aveva denunciato il rischio di un’interruzione del servizio nei pronto soccorso, attende di conoscere l’effettiva assistenza che verrà garantita. La Regione, in extremis, ha deciso infatti una soluzione transitoria: i medici a gettone che fino a giugno copriranno i codici maggiori potranno essere impiegati anche sui minori. A questi dovrebbero affiancarsi i medici già assunti dalle Asl.

«Problema strutturale»

«Il problema - sottolinea Gallus - è strutturale considerato che la platea dei medici di emergenza-urgenza è limitata perché fuori dai grandi poli nessuno vuole andare. La prova evidente è Sassari, dove su tre posti disponibili, mi risulta siano arrivate dodici domande. Nei centri più piccoli, invece, nessuno si presenta. La preoccupazione riguarda in particolare l’ospedale di Ghilarza, considerato che il punto di primo intervento è gestito solo da medici a gettone dal 2021. Solo i codici minori trattati al Delogu nel 2025 sono stati circa 5.600 e se non trovassero risposta qui, si riverserebbero su Oristano o Nuoro».

Gli incontri

Gallus ha già discusso della situazione con il prefetto Salvatore Angieri, citando il caso di Alessandria dove l’Asl è stata costretta, su sollecitazione proprio del rappresentante di governo, a rinnovare i contratti dei medici a gettone per evitare problemi di ordine pubblico. Chiesto anche un incontro urgente alla direttrice generale dell’Asl 5, Maria Grazia Cattina, per valutare gli scenari possibili. Da Cagliari fanno sapere che la Regione punta sul concorso bandito da Ares per 44 posti di medico di emergenza-urgenza, con l’obiettivo di assumerli tutti ma le preferenze dei candidati si concentrano quasi esclusivamente su Cagliari e Sassari. «Un esito prevedibile – commenta Gallus – che rischia di accentuare il divario territoriale anziché ridurlo. E la preoccupazione è tanta, perché si è partiti in ritardo, con il problema noto già da agosto 2025 e ora si tenta di rattoppare una situazione gravissima».

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