Per verificare se le giovani, un tempo ospiti fisse ad Arcore, nella residenza dell'allora premier Silvio Berlusconi, abbiano o meno mentito travestendo le feste a base di “bunga -bunga” in cene eleganti, si riapre l'istruttoria dibattimentale nel processo di secondo grado sul caso “Ruby ter” a carico 22 persone. Istruttoria che prevede la citazione in aula di una quarantina di testi per chiarire se abbiano reso falsa testimonianza, reato prescritto ma che è il presupposto della corruzione in atti giudiziari, e nonostante qualche lamentela tra i banchi delle difese, sarà concentrata in tre udienze. A deciderlo è stata la seconda Corte d'Appello di Milano, presieduta da Maria Rosaria Correra, con una lunghissima ordinanza con cui ha respinto l’eccezione di competenza territoriale che, altrimenti, avrebbe comportato il trasloco del processo a Siena. Con il provvedimento è stata, inoltre, rigettata come non rilevante e manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale sollevata dai legali degli imputati che avevano chiesto, dopo il ricorso in Cassazione contro la sentenza di assoluzione del Tribunale e poi annullata, di ritornare davanti a un collegio di primo grado.
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