Olbia.

Rogo all’ecocentro: si indaga sul passato 

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Una ventina di denunce per episodi colposi presentate negli ultimi anni, almeno due presunti atti di danneggiamento (sempre roghi) segnalati alle forze dell’ordine e alcuni episodi mai chiariti che riguardano l’ingresso in discarica di razzi di segnalazione con carica di esplosivo integra e altamente pericolosa (anche per gli operatori dell’impianto): è il pregresso in fatto di incendi nella discarica consortile (del Cipnes) a Spiritu Santu ed è anche lo “storico” nel quale si pesca per trovare punti di contatto con l’ultimo evento, quello di sabato notte. Cipnes, Vigili del Fuoco e Carabinieri sono al lavoro per fare chiarezza sull’incendio che ha pesantemente danneggiato due mezzi del Consorzio industriale, due macchine utilizzate per la movimentazione dei rifiuti. Il Cipnes ha interesse che si faccia chiarezza sull’accaduto, perché l’ente ha già pagato un prezzo altissimo per gli incendi scoppiati a Spiritu Santu. Le indagini devono chiarire se c’è lo zampino di qualcuno nell’episodio di sabato. Il fatto è che in passato anche gli incendi classificati come colposi hanno lasciato più di un interrogativo per l’ingresso in discarica (non si sa quanto casuale) di materiale che ha funzionato da innesco. Nel 2018 sono andati distrutti la piattaforma dei rifiuti differenziati e il capannone per lo stoccaggio dentro l’impianto di trattamento gestito dal Cipnes e nel 2024 era andato in fumo il settore rifiuti ingombranti (sei ore di lavoro per i Vigili del Fuoco). Ieri bocche cucite da parte di Carabinieri e Vigili del Fuoco, non ci sono risposte definitive sulle cause del rogo di sabato. Le indagini sono in corso, va detto che il Consorzio Industriale negli ultimi anni ha allontanato alcune persone che avevano accesso al sito.

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