Il caso.

Roghi, emergenza e polemiche 

L’allarme della protezione civile: «Terreni ricoperti di sterpaglie» 

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Prima via Segrè, poi Niu Crobu dove ha perso la vita l’ex sindaco di Ollolai Michele Podda, 81 anni. Non poteva cominciare nel modo peggiore la stagione degli incendi nel territorio quartese. Nell’ultima settimana due violenti roghi si sono sviluppati, uno in città, appunto tra via Segrè, via Brigata Sassari e le ex Fornaci Picci con le case minacciate da vicino, e l’altro tra Niu Crobu e la collina di Santu Lianu dove, oltre al decesso di Podda, ci sono state case evacuate e residenti intossicati dal fumo soccorsi dalle ambulanze.

Erbacce come micce

Tutta colpa, o per lo meno per una grandissima parte, delle erbacce che invadono il territorio dal centro al litorale.Ieri scadeva l’ordinanza del Comune che impone ai privati la pulizia dei terreni da sterpaglie e rifiuti, con l’obbligo di tenerli in buone condizioni fino almeno ad ottobre. Ma basta farsi un giro per rendersi conto che a rispettarla sono stati davvero in pochi. L’erba cresce altissima ovunque e oggi si annuncia una giornata difficilissima sul fronte incendi per l’arrivo del maestrale. Una miccia pronta di nuovo a esplodere con gli agenti della Polizia locale che da oggi cominceranno i controlli: chi non avrà rispettato l’ordinanza e ripulito i terreni incorrerà in multe e denunce.

La Protezione civile

A lanciare l’allarme sono le squadre di Protezione civile intervenute nei due pesanti roghi dei giorni scorsi.Non sta facendo niente praticamente nessuno» dice Daniele Scala dei Nos, «i privati non stanno bonificando i terreni e c’è l’erba alta due metri da tutte le parti>. Le zone più a rischio, «Flumini, Capitana, Niu Crobu dove c’è stato l’incendio dell’altro giorno». A dimostrazione che rimuovere le erbacce sia essenziale aggiunge Scala, «è proprio quello che è successo a Niu Crobu. Il fuoco ha cercato di aggredire un terreno dove c’è boscaglia e animali come cavalli e asini. Ma il proprietario è uno dei pochi ad avare bonificato e non è successo niente, le fiamme si sono fermate».

La mappa

Spostandosi nel centro urbano le zone più a rischio sono sempre le stesse: Molentargius, via Fiume, il canneto di viale Marconi, via Turati, via Segrè e così via.«In questo periodo incendi così estesi sono una rarità» dice ancora Scala, «e questo dimostra la gravità della situazione. L’erba è ancora verde ma adesso quando seccherà sarà davvero complicato».

Situazione confermata da Amedeo Spiga della Paff: «Quasi nessuno pulisce: evidentemente non vogliono spendere per mandare una ditta e preferiscono rischiare di prendere una multa. I punti critici sono sempre gli stessi come il canneto di via Turati, zone dove ci sono case. Le abbondanti piogge dei mesi scorsi hanno fatto crescere tantissimo l’erba». Poi l’appello: «Le sterpaglie devono essere tagliate, mai bruciate perché è vietato».

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