«Basta basi militari in Sardegna». Nel giorno della festa della Repubblica, a Cagliari è tornato a manifestare il comitato “A Foras”. «Siamo qui per proporre un’alternativa perché riteniamo l’Italia uno stato coloniale che continua a occupare militarmente la nostra terra», spiega Maria Elianora Sanna, militante di “A Foras”. «Usano la nostra Isola come trampolino di lancio per i bombardamenti ad altre terre», aggiunge. «Siamo stufi che vengano qui a fare le loro esercitazioni. La Sardegna non è più disposta a sopportare l’occupazione dell’esercito militare italiano e degli altri Paesi», dice invece Giampiero Cocco, militante dell’associazione antimilitarista. In centinaia si sono uniti al corteo, sventolando le bandiere dei Quattro Mori insieme a quelle della Palestina. Partiti da Marina Piccola, i manifestanti sono andato avanti verso viale Poetto spiegando le loro ragioni. «Vogliamo riappropriarci della nostra terra e dei nostri legami con gli altri popoli del Mediterraneo», si legge nella nota del comitato, «rompendo con chi continua ad avvelenare la nostra terra, a estrarre le nostre risorse, a cancellare la nostra cultura e a costringerci ad emigrare, unendoci alla lotta che da secoli viene combattuta dagli altri popoli colonizzati contro il nostro stesso nemico: il colonialismo, l'imperialismo, la Nato e l’asse Usa-Ue-Israele. La lotta anti-imperialista è l’unico mezzo per autodeterminarci e poter finalmente costruire una sanità funzionante, un'istruzione per tutti, un lavoro senza sfruttamento, un'economia asservita a chi abita la Sardegna, combattendo l’oppressione di genere e la repressione delle comunità per poter costruire con i popoli nostri vicini delle relazioni basate sulla solidarietà e non sulla dominazione reciproca».
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