L’appello.

Ristori, tutto fermo: «Chi ha subito danni non può aspettare» 

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L’ultima volta a metà mese, direttamente da Cagliari dove era in visita, l’ha ripetuto Nello Musumeci: «Il Governo sta pagando il secondo finanziamento». Il riferimento del ministro era ai ristori post ciclone. Per la Sardegna trentatré milioni solo con la prima tranche. Ma nell’Isola i soldi non si sono ancora visti.

«Sappiamo che la presidente Alessandra Todde – dice Emanuele Frongia, presidente di Fipe-Confcommercio – ha delegato come sub commissario il dg della Protezione civile sarda, Mauro Merella. Siamo in attesa di capire cosa succederà». Frongia chiarisce: «I ristori hanno un senso se coprono l’emergenza. Dati troppo in là nel tempo perdono la loro funzione, ugualmente nel caso in cui l’iter è troppo farraginoso».

Ieri, a un mese dal passaggio di Harry, al Poetto non c’erano troppe ferite, anche se il grosso del disastro è quell’erosione costiera che fa pagare il conto nel lungo periodo. Tra le attività dove il ciclone ha lasciato il segno c’è anche l’Antica Cagliari. «Noi abbiamo infiltrazioni continue e alcuni circuiti elettrici hanno subito danni – spiega il titolare Alberto Melis –. Possiamo contare su una nostra assicurazione privata, ma indubbiamente aspettiamo anche noi di capire come e quando verranno erogate le risorse pubbliche». ( al. car. )

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