COPPA D’AFRICA

Risse e rigori,  Marocco-Senegal una finale rovinata 

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Una finale così nel calcio non si era mai vista. Neanche in quello africano, cresciuto tecnicamente ma alle prese tuttora con mali di antico retaggio. Senegal-Marocco è stata definita “la partita della vergogna” per l'Africa, che dalla sua Coppa continentale sembrava uscire a petto in fuori per lo splendore di un'edizione impeccabile. Fino al surreale epilogo di Senegal-Marocco. «Mi scuso col calcio, non avrei dovuto ritirare la squadra», ha detto nella notte del trionfo il ct del Senegal, Pepe Thiaw. Ma alla Confederazione africana, la Caf, non basta: in arrivo punizioni severe che spaventano i senegalesi in vista del Mondiale 2026.

I fatti di Rabat sono sotto gli occhi dei tifosi di tutto il mondo. Un gol annullato al Senegal al 92', un rigore concesso al Marocco padrone di casa al '98, Thiaw che ritira la sua squadra per protesta, minuti di caos, tifosi di Dakar che minacciano l'invasione e sono fermati da cordoni di polizia, lo stadio marocchino che fischia. Poi Sadio Manè, ex Liverpool, richiama i compagni in campo, Brahim Diaz al minuto 114' dei tempi regolamentari tira dal dischetto un improponibile cucchiaio, parato. Ai supplementari, vince 1-0 il Senegal. Ma non era finita li'. Nello spogliatoio, si è sfiorata la rissa tra giornalisti delle due nazionali e il ct Thiaw non è riuscito a concludere la sua conferenza.

Il Marocco ha costruito un'edizione della Coppa continentale che porta l'Africa nel futuro, per organizzazione, stadi, inclusione dei tifosi. Poi, l'arbitro Ndala ha fischiato un rigore al Marocco ed è tornato il caos.

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