A Monte Attu, alla base della collina dove vivono oltre duemila persone, la gente non guarda più il cielo ma scruta il canale. Il rio Is Abis, quello che dovrebbe collegare la zona della Fontana dei frati al Foddeddu e portare l’acqua lontano dalle case, oggi è quasi scomparso. Non perché si sia prosciugato, bensì perché è stato inghiottito. Una giungla di canne altissime, fitte e aggrovigliate si è impossessata dell’alveo.
Dove dovrebbe scorrere l’acqua, ora c’è un muro verde. In alcuni tratti le canne superano i tre metri, l’alveo è del tutto invisibile. Nessuno è ancora intervenuto e la vegetazione è cresciuta rigogliosa, incontrastata. Chi abita lì lo osserva ogni giorno con timore, quasi a voler scongiurare con lo sguardo quello che tutti temono: che alla prossima piena forte, l’acqua non trovi la strada. «Con tutto quel groviglio di canne nell’alveo, se arriva una piena l’acqua dove va? Finisce dritta nelle nostre case». È quello che ripetono i residenti.
L’appello è semplice: che si intervenga, che l’alveo venga liberato e messo in sicurezza, prima che la pioggia porti con sé danni e distruzione. I residenti hanno documentato la situazione con foto e video e chiedono ora un sopralluogo urgente. La paura è che alla prossima allerta meteo, per intervenire, sia troppo tardi. ( ro. se. )
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