La tensione nel Campo largo sardo si è allentata. Anche a questo è servita la visita a Cagliari della segretaria del Pd Elly Schlein: a instaurare un clima di rinnovata collaborazione che, in vista del rinnovo delle commissioni permanenti, potrebbe portare tutti i gruppi a essere solidali tra loro e a trovare una soluzione che sia rispettosa del fatto che i parlamentini sono organismi interni all’Assemblea sarda e che i consiglieri sceglieranno se confermare o meno i presidenti anche sulla base del lavoro fatto perché, oltre alla valutazione di bandiera, conta quella interna e legata al merito. Certo, non è facile. Oggi Pd e M5S si dividono le presidenze in un rapporto di quattro a due. Ma i più piccoli (Avs e Orizzonte Comune) chiedono una casella. I dem sono disposti a cederne una, il movimento al momento no. Forse la venuta di Schlein ha portato tutti a più miti consigli.
«Sono qui anche per ribadire il nostro pieno supporto ad Alessandra Todde che sta facendo un lavoro prezioso e importante», ha ripetuto due giorni fa alla Festa dell’Unità, e con una certa insistenza, la segretaria democratica. Lo ha detto come se i rapporti tra Pd e M5S andassero a gonfie vele, come se i dem non avessero fatto mancare i propri voti in Giunta sulle nomine dei dg delle Asl.
«Grati alla governatrice»
In realtà da parte di Schlein c’è stata l’approvazione a un programma di governo. Spiega il capogruppo dem in Consiglio Roberto Deriu: «Noi siamo molto grati alla presidente della Regione perché nel suo intervento alla Festa dell’Unità ha citato, tra le cose più importanti e più progressiste fatte in questa legislatura, le nostre proposte, in particolare provvedimenti che ho portato io come primo firmatario, penso al suicidio assistito, alla gratuità dell’università». Insomma: il Pd è per l’attuazione di un programma che in gran parte lo vede protagonista. Da qui il sostegno incondizionato verso chi questo programma lavora per attuarlo, cioè Alessandra Todde. E d’altra parte, a margine della Festa e sulle frizioni Pd-5S in Consiglio, la stessa governatrice ha sottolineato che «non sta succedendo niente di particolare, sono discussioni normali che ci sono in maggioranza e in qualsiasi governo. Siamo una squadra, non ci sono i singoli partiti, confrontarsi è normale, ma non pensino che ci divideremo».
Il centrodestra
Anche perché gli avversari politici sono lì, pronti a denunciare ogni contraddizione. Cosa che ieri ha fatto per primo il deputato e segretario regionale di Forza Italia Pietro Pittalis: «Schlein è venuta in Sardegna a certificare Todde. Noi chiediamo una certificazione diversa: quella dei fatti. Il consenso di una segretaria di partito non riduce le liste d’attesa, non abbassa il costo dei trasporti, non crea lavoro e non definisce una politica energetica. Ai sardi non servono applausi politici né promesse ripetute. Servono risultati concreti. E, dopo quasi tre anni, sui risultati la giunta Todde è ancora in debito». Secondo il presidente della commissione Salute alla Camera, Ugo Cappellacci (FI), «o Schlein ignora le vicende isolane, o pur di tenere unita una coalizione fondata solo su logiche elettorali e divisa sui valori e sulle azioni è disposta a tollerare perfino che a Cagliari si calpesti continuamente quella Costituzione che, secondo lei, coinciderebbe con il suo programma». Per l’azzurro «il modello Todde esiste, ed è da evitare, non da replicare. O Schlein vuole fare a tutta l’Italia quel che Todde ha fatto alla Sardegna?».
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