L’allarme.

«Rifiuti e spaccio, alle Gallerie Ormus regna il degrado» 

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Non è mai stata un salotto. Anche se avrebbe sempre avuto il diritto di esserlo. Invece da anni, le Gallerie Ormus, hanno moltiplicato la loro “capacità” di calamitare «incuria e abbandono», denunciano i residenti, esasperati. C’è chi, senza alternativa, trova rifugio sotto le Gallerie per dormire la notte, e c’è chi, in attesa che venga assegnato il nuovissimo impianto di skaterpark di Monte Mixi, sfreccia sulle tavole a rotelle, la sera e la notte, e la sera ci sono pure i pusher. «Ormai regna il degrado», protestano i residenti. «I gradini di marmo sono infranti dalle ruote degli skate e le gallerie sono piene di bottiglie, cocci di vetro e ogni genere di rifiuti», denunciano. «Ormai questa zona è diventata una zona franca sottratta al decoro», sottolinea Edoardo Tocco, capogruppo di FI in Consiglio comunale, che ha presentato una interrogazione in merito. «La zona è diventata dimora abituale di numerosi senzatetto che occupano gli spazi comuni, con conseguente accumulo di sporcizia, rifiuti e odori nauseabondi che rendono il passaggio insalubre per i cittadini. Si segnalano con frequenza allarmante attività di spaccio di sostanze stupefacenti, oltre alla presenza costante di gruppi di giovani che utilizzano la galleria come pista per skateboard, arrecando disturbo alla quiete pubblica e potenziali danni alle strutture», dice ancora.

Più volte, la polizia locale e le forze dell’ordine sono intervenute ripetutamente, specialmente nelle ore notturne, per sedare risse, o richiamate dai residenti esasperati dagli schiamazzi e dagli atti di vandalismo che minano la sicurezza. La situazione, dicono ancora i residenti, «è peggiorata. Neanche il sistema di sorveglianza e l’illuminazione sono sufficienti a
scoraggiare comportamenti incivili». E tutto questo ha una conseguenza diretta anche sul piano economico. «La persistenza di tale situazione sta portando alla svalutazione degli immobili e alla chiusura delle poche attività commerciali rimaste, desertificando di fatto un’area centrale della città», dice ancora Tocco. «Il Comune intervenga». ( ma. mad. )

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