“Il messaggio e le idee di Umberto Bossi non sono morti”. Il popolo della Lega esce allo scoperto dopo la scomparsa del Senatur e lancia una sorta di monito ai vertici del Carroccio. «Se siamo qui è grazie a lui». In attesa dei funerali di Pontida, il dibattito si accende sull’eredità di Bossi. Con i distinguo fra la Lega di oggi e quella dei nordisti di “Padroni a casa nostra”. Anche Matteo Salvini scende in campo: «Un conto sono le battaglie del '95. Avevamo la lira in tasca e c'era un'altra Europa. Ora siamo nel 2026». E poi ribatte vantando i numeri di oggi: «Rispetto agli anni '90 quando la Lega era in Veneto e Lombardia ora abbiamo 500 sindaci dalla Sicilia all'Abruzzo». Ma i duri e puri della Lega battono sulla questione settentrionale e la difesa dell'identità, tanto care al Senatur. A farsene portavoce è soprattutto Luca Zaia. «La questione del sud e del nord hanno senso insieme e restano cogenti nel nostro paese e nel nostro partito».
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