Cinque aspiranti per un Magnifico. Sono già scesi nell’agone i candidati alla toga e al tocco rettorale per l’ateneo sassarese, in largo anticipo sull’elezione in programma tra novembre e dicembre alla scadenza del sessennio di Gavino Mariotti, l’ultimo governatore dell’istituzione turritana “vecchia” 460 anni. A bruciare i tempi, precedendo ogni competitor, è stato Sergio Uzzau, ordinario nel dipartimento di Scienze Biomediche. «Ho dato per primo la mia disponibilità - conferma - Ho voglia di veder crescere l’università». Intento comune dei pretendenti, divisi tra l’area medica coi nomi, oltre Uzzau, di Giorgio Pintore e Pier Andrea Serra, l’ambito Umanistico-sociale grazie a Omar Chessa, docente di Giurisprudenza e Francesco Morandi, che porta il vessillo delle Scienze economiche.
Le idee
Nelle diversità dei curricula e nelle varianti dei programmi, sono legati da un altro fil rouge. «Ho ricevuto tanto e vorrei restituire altrettanto, se non di più, mettendomi al servizio dell’Ateneo», riferisce per tutti Chessa, ordinario di Diritto costituzionale. Questo per l’orizzonte di massima mentre i dettagli del paesaggio si discostano in parte uno dall’altro, ad esempio nella visione. «La mia - dichiara Morandi, ordinario di Diritto del Turismo e dei Trasporti anche a Roma Tre - si fonda sulla centralità del pensiero critico e della ricerca scientifica, innova l’alta formazione e si mette al servizio dello sviluppo territoriale, capace di affrontare le sfide del presente e di costruire valore per le giovani generazioni». Serra, professore associato di Farmacologia, parla di «coniugare l’innovazione tecnologica con le esigenze della comunità». «Bisogna - specifica - offrirsi come decodificatori della complessità». A partire da quella dell’Ateneo, dove lavorano 620 professori e 500 dipendenti del personale tecnico-amministrativo, tutti potenziali portatori di voti. «Ho una profonda conoscenza dell’istituzione - rimarca in questo senso Pintore, ordinario di Biologia farmaceutica - e conosco bene la macchina amministrativa».
Il futuro
Più difficile da decifrare il futuro con il calo degli iscritti che accomuna il centro-sud della penisola. «L'Università di Sassari - ribatte Morandi, in disaccordo - è solida e competitiva, come conferma il quarto posto tra i medi Atenei italiani nella classifica del Censis 2025». Concetto confermato anche da Serra che riferisce: «Non servono rivoluzioni ma rilanciare l’esistente». Un giudizio che sembrerebbe positivo, tra le righe, pure su Mariotti. Ma c’è chi dice no, ed è Uzzau. «Sono in disaccordo con l’attuale governance - dice - La mia percezione è diversa da quella raccontata in questi anni». Sempre il microbiologo, punzecchiato sugli appoggi politici che sarebbero necessari per vincere, risponde: «L’unica politica possibile è quella con la P maiuscola, da praticare dopo l’elezione». Nel frattempo ognuno si dice certo di poter migliorare l’università.
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