Le premesse sono allettanti: “Scegli tu dove e quanto guadagnare in scooter, bici o auto”, si legge nella home page di Deliveroo, dove il reclutamento sembra facile e le promesse invogliano. “Apri l’app e inizia a guadagnare”, la scritta poco sotto la finestra che consente di candidarsi subito e senza alcun requisito stringente.
È sufficiente avere un mezzo, attrezzatura di sicurezza - ad esempio il casco -, uno smartphone, permesso di lavorare in Italia come autonomo ed essere maggiorenne. Basta compilare un modulo, caricare i documenti e poi attendere il verdetto. Anche con Glovo, finita sotto inchiesta e sotto controllo giudiziario per l’ipotesi di caporalato - al centro del braccio di ferro, con la Procura di Milano che ha fatto appello al riesame contro l’ordinanza del gip che ha respinto l'obbligo di assumere i riders - l’approccio è facile. Basta creare un profilo, stessi requisiti - smartphone e veicolo, maggiore età, documenti d’identità validi - ed ecco che iniziano le promesse. Si parla di flessibilità assoluta, benefit, di guadagni bisettimanali e persino di incentivi speciali durante le ore di punta. Tutto bellissimo e invitante, peccato che poi nella realtà è difficile ritrovare lo stesso entusiasmo tra i riders che hanno iniziato così. Inviando la candidatura e fidandosi delle tante promesse.
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