Puntando ai film della scorsa stagione ingiustamente sfuggiti ai radar, l’emozionate “Jay Kelly” - in esclusiva per Netflix e diretto da Noah Baumbach - mostra la vita dietro la fama di una star del cinema, svelando retroscena che, accanto alle grandi occasioni, nascondono enormi sacrifici e compromessi. Dopo essersi affermato tra i grandi nomi di Hollywood, Jay sente di aver smarrito l’immagine autentica di sé. Questo lo porterà a sospendere gli impegni lavorativi e a partire per l’Europa, nel tentativo di non perdere i rapporti con la figlia. In questo soggiorno oltreoceano non mancheranno Ron e Liz, i suoi più fidati collaboratori, che puntualmente gli ricorderanno i prossimi appuntamenti sul set, trascinandolo in un limbo di dubbi e rimpianti dal quale sembra impossibile trovare una via d’uscita. In un delicato equilibrio tra commedia e dramma, Baumbach pone una lente sul mestiere dell’attore, chiarendo come, oltre al talento, anche le semplici casualità intervengano in modo determinante sul proprio avvenire. I riferimenti al road movie si rivelano l’espediente giusto per intrecciare gli eventi del passato alla narrazione lineare, con il protagonista che interviene nei propri ricordi attraverso funzionali transizioni visive. Meno azzeccata, invece, la seconda parte, più incline ai toni comici e ai dialoghi dalla battuta pronta.
Ottima la scelta di George Clooney come protagonista, che accetta senza esitazioni d’investire nel progetto la propria esperienza autobiografica. Un titolo, in definitiva, che merita di esser recuperato, specie da chi è interessato a riflettere su ciò che distingue la verità dalla finzione scenica. (g. s.)
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