Il caso.

Reagisce al rapinatore: «Voleva rubarmi la borsa, ma l’ho costretto a fuggire» 

Aggredita insieme a un’amica: «Il centro storico è pericoloso»  

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«Stavamo tornando verso la nostra auto quando all’improvviso mi sono sentita abbracciata da dietro. Un ragazzo nordafricano mi ha afferrata alle spalle, mi ha strattonata e mi ha scaraventata a terra per provare a rubarmi la borsa, ma sono riuscita a reagire ed è fuggito». È il racconto di Carla Demeglio, ancora scossa per quanto accaduto nella notte tra mercoledì e giovedì nel Largo Carlo Felice. Una vera e propria tentata rapina, mentre era in compagnia di un’amica, Francesca Corsale, con cui aveva appena trascorso una serata in un locale di piazza Yenne.

Il fatto

La mezzanotte è passata da una decina di minuti, in strada ci sono diversi giovani della comunità argentina che festeggiano la vittoria della nazionale di Messi sull’Inghilterra e l’accesso alla finale del Mondiale nordamericano. «Forse proprio perché in strada c’era ancora molta gente abbiamo abbassato un po’ la guardia», dice Francesca Corsale. L’aggressione avviene all’altezza del vico Carlo Felice. L’obiettivo del giovane, secondo il racconto delle due donne, è la borsa di Carla Demeglio. «Per fortuna ho reagito prontamente», spiega, «ho tenuto la borsa più forte possibile e gli ho urlato contro. Come mi sono rimessa in piedi, lui è scappato verso la Rinascente». Dopo la fuga del rapinatore, le donne hanno quindi avvisato i carabinieri, intervenuti immediatamente sul posto con una pattuglia che ha poi raccolto le testimonianze di entrambe e di un’altra giovane che ha assistito alla scena. Dopo la denuncia, i militari sono impegnati nelle indagini per rintracciare l’autore della tentata rapina, servendosi anche delle immagini di videosorveglianza in centro città.

La paura

La serata per le due amiche, entrambe 40enni, si è conclusa nel pronto soccorso del Brotzu, dove la vittima è stata visitata. Per fortuna niente di grave, nonostante il forte dolore alla testa. «Siamo preoccupate, penso che per un po’ non uscirò più di casa, sicuramente non in centro a Cagliari», dice Carla Demeglio. «Vorrei fare anche un appello alle donne», aggiunge, «siate le prime ad aiutarvi nella vostra sicurezza personale. Fatevi accompagnare sempre da un’amica, anche telefonicamente. Portatevi lo spray al peperoncino e cercate di lavorare anche su voi stesse, frequentando per esempio corsi di autodifesa per sentirvi più sicure in modo da riuscire a reagire come sono contenta di aver fatto».

Sicurezza

L’episodio nel Largo Carlo Felice riaccende però ancora una volta il dibattito sulla sicurezza nel centro città. Anche perché l’aggressione è avvenuta a pochi metri di distanza dalla “zona rossa”. «Il centro sta diventando impraticabile», sottolinea Carla Demeglio, «purtroppo non siamo più libere di uscire e di tornare a casa nostra». «Non è solo una percezione», dice Francesca Corsale, che ha vissuto da vicino la tentata rapina subita dall’amica. «È stata una delle esperienze più terrificanti della mia vita. Penso che sia importante riportare l’attenzione sulla sicurezza in città», prosegue, «perché non è assolutamente corretto che una donna, un gruppo di donne o qualsiasi altra persona non si senta sicura di poter uscire liberamente e non si senta più tranquilla in pieno centro».

Sul tema è intervenuto anche il consigliere regionale Corrado Meloni (FdI): «Questo e i continui episodi di violenza denunciati dai cittadini rappresentano l’ennesima conferma di una città che sta progressivamente perdendo il controllo del proprio territorio», attacca in una nota, «ho chiesto il ripristino del divieto di bivacco, un rafforzamento dei controlli, interventi assistenziali e una presenza costante dello Stato nelle zone più difficili. La Giunta Zedda preferisce ignorare ogni allarme, minimizzando una situazione che oggi esplode in tutta la sua gravità».

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