Ollastra.

Rapina alle Poste, tre condanne 

Il colpo da 34.500 euro era stato messo a segno l’11 dicembre del 2023 

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Tre condanne per la rapina a mano armata all’ufficio postale di Ollastra. La sentenza della giudice Cristiana Argiolas per Leonardo Broccias, 23enne residente a Ollastra, Andrea Putzulu, 33 anni di Ghilarza, e Massimo Ponturo, 48enne di Norbello, è arrivata ieri mattina al termine del procedimento celebrato con il rito abbreviato. Broccias, considerato il capo del gruppo, dovrà scontare cinque anni e quattro mesi di reclusione, Putzulu ha invece avuto una condanna a cinque anni, mentre Ponturo è stato condannato a quattro anni di reclusione.

In tribunale

Confermato dunque il quadro accusatorio ricostruito in aula dal pubblico ministero Lorenzo Cosseddu per il colpo che fruttò 34.500 euro e venne messo a segno l’11 dicembre del 2023. Nessuno dei tre imputati – difesi rispettivamente dagli avvocati Roberto Martani, Rosaria Manconi e Andrea D’Andrea – si trova attualmente in carcere, a loro erano state concesse misure cautelari alternative in attesa del giudizio. Il giudice ha anche riconosciuto la provvisionale a favore di Poste italiane che si è costituita in giudizio con l’avvocato Paolo Carta: «Con la costituzione di parte civile si è voluto dare un segnale a chi pensa di farla franca con una sorta di assalto alla diligenza. La società non lascerà nulla di intentato per recuperare quanto sottratto dai malviventi».

La cronaca

La rapina era stata compiuta nel primo pomeriggio di un lunedì di dicembre di tre anni fa nell’ufficio di via Tuveri a Ollastra. Due malviventi, a volto coperto e con una Beretta in pugno, avevano minacciato la direttrice dell’ufficio postale e svaligiato la cassaforte per poi fuggire a bordo di un’auto dove, ad attenderli, c’era il terzo uomo. Immediata era scattata la caccia alla banda: a incastrare i tre uomini erano state le telecamere della zona che avevano ripreso i movimenti dell’auto di Ponturo. A questo si era aggiunta poi l’attività investigativa dei carabinieri di Oristano che avevano individuato i tre responsabili per i quali nel luglio del 2024 erano scattate le misure cautelari. Nel novembre scorso era stato disposto il rinvio a giudizio e ieri mattina è arrivata la sentenza. Le motivazioni tra novanta giorni.

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