La guerra.

Raid a San Pietroburgo, Kiev risponde a Mosca 

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Mosca. Un nuovo massiccio attacco di droni è stato lanciato dall’Ucraina su San Pietroburgo, dove è stato colpito un terminale petrolifero, due giorni dopo i pesantissimi raid ucraini su Kiev e altre città ucraine. Secondo la Russia, si è trattato di un tentativo degli ucraini di distrarre l’attenzione dal «fallimento catastrofico» delle loro forze armate con la perdita del caposaldo strategico di Kostiantynivka, nel Donetsk, che Mosca ha affermato di avere conquistato.

Un successo smentito però da Volodymyr Zelensky. «È solo l’ennesima menzogna russa, un tentativo di creare una sorta di notizia», ha affermato il presidente ucraino. «Se Kostiantynivka fosse sotto il controllo russo, forse Vladimir Putin non avrebbe alcun problema a incontrarmi lì per trovare una via diplomatica per porre finalmente fine a questa guerra», ha rilanciato il leader ucraino. «Se in questo modo il signor Zelensky esprime la volontà di venire in Russia, lo accogliamo con favore - ha risposto a sua volta il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov - ma vogliamo ricordare che Putin ha parlato della disponibilità ad accoglierlo a Mosca. Dopo tutto, la capitale della Russia è Mosca, non Konstantinovka». «Il tentativo di Zelensky di danneggiare obiettivi civili della Federazione Russa non rimarrà senza le opportune contromisure da parte delle forze russe», ha avvertito il ministero della Difesa di Mosca.

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