Il trionfo

Tittia, il nuovo re del Palio di Siena: «Tutto grazie a Nurri e alla Sardegna» 

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«Un sogno, un successo arrivato grazie al rapporto lungo 15-16 anni con la contrada dell’Aquila, la più fedele. Mi hanno aspettato». Un palio dal peso enorme per Giovanni Atzeni, noto Tittia, orgoglio di Nurri e della Sardegna. Il fantino sardo venerdì ha vinto ancora una volta, la dodicesima, il palio di Siena. Record si aggiunge a record, anche perché stavolta il trionfo è targato Aquila, che non tagliava il traguardo per prima dal 1992. Ben 34 anni di attesa. Sino a quando è arrivato lui.

«Ho sentito la gara dentro», ha detto subito dopo il successo, «ci poteva essere un solo risultato e loro hanno creduto in me. Ho passato quattro giorni pesanti, c’era un solo risultato per chiudere un cerchio». E adesso quota 15, tetto massimo di successi per un fantino, è più vicino. «Ma non voglio vedere i numeri degli altri», replica lui, «io so dove voglio arrivare e ci proverò sino a quando smetterò».

La sua Sardegna

Al fuoriclasse di Nurri però non sono sufficienti le parole per ringraziare tutte le persone che in questi anni l’hanno supportato, hanno creduto nelle sue doti, nella costanza e nell’impegno. E con lui Diodoro, un cavallo che è una garanzia. «È di casa», ha aggiunto, «è stato un vantaggio poterlo cavalcare ogni giorno». Con una certezza: «Grazie infinite» all’Isola, «un abbraccio a tutta la Sardegna e al mio paese, che sicuramente sta festeggiando. Tutto questo è capitato grazie a loro».

In testa sempre

In sella al suo anglo-arabo Giovanni Atzeni è partito per primo e per primo è arrivato, con la consapevolezza che si stava giocando tanto e di avere gli occhi addosso mentre il pubblico, i parenti, i contradaioli che puntavano su di lui tenevano il fiato sospeso. Sino alla vittoria, l’ennesima di una carriera per la quale ormai non ci sono più aggettivi da spendere. «Diodoro è svelto, un cavallo di casa, mi fido ciecamente di lui anche se ogni tanto è un po’ birichino. Averlo a disposizione tutti i giorni ti dà tranquillità, è un gran vantaggio».

La felicità a Nurri

Il suo arrivo al traguardo è stato accolto a Nurri con un grande boato di gioia. Subito dopo le strade si sono riempite di auto che hanno girato in lungo e in largo per tutto il centro abitato, modo maggiormente adeguato a manifestare la gioia e l’orgoglio per quel fantino che porta in alto il nome del paese e della Sardegna. «Diciamo che ormai qui si respira l’aria del Palio», ha detto il sindaco Roberto Cancedda, «poi anche se Giovanni manca da tempo quando viene qua si dà alla gente: è molto disponibile, è rimasto il ragazzo umile di prima».

Grazie a tutti

Un esempio per tanti giovani e anche la dimostrazione vivente che il duro lavoro, la fatica e la costanza ripagano sempre. Ma Tittia ora cerca di godersi il successo e continua a guardare avanti, non prima di ringraziare la sua famiglia, «Ilaria e Mattia che mi sopportano tutti i giorni», i genitori, i suoceri e la sua terra. «Mando un abbraccio a tutti», ha detto commosso, «so che a Nurri stanno festeggiando e il mio successo lo devo anche a loro».

E infine l’omaggio all’Aquila, ultima contrada - per ora - a essere portata in trionfo da Atzeni. «Un palio così non l’ho mai vinto», assicura, «è un sogno. L’Aquila mi è stata tra le più fedeli, in tutti questi anni abbiamo tenuto un rapporto, non mi ha mai abbandonato, ha sempre creduto in me. Forse è il Palio più importante della mia carriera». Ancora lunga.

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