La tragedia

Muore nella casa a fuoco, salvi i figli 

Palau, tragica fine di un operaio di 38 anni, i due bambini sono usciti da soli 

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Era con i suoi bambini, tranquillo, Giorgio Menna stava trascorrendo, insieme ai figli, un pomeriggio assolato d’estate nella sua casa di Barrabisa. Forse poco dopo le 13 si era disteso sul letto per riposare, non poteva immaginare che dentro la villetta di via Giuseppe Dessì, nella frazione di Palau, di lì a poco sarebbe scoppiato l’inferno. Aria incandescente, fiamme, fumo denso in una delle stanze della casa dove, con Menna, c’erano i figli di 9 e 12 anni. Sono stati gli ultimi minuti di vita dell’operaio di Palau, perché Menna è rimasto troppo tempo dentro l’edificio e ha respirato a lungo il monossido di carbonio che lo ha ucciso. È una storia tremenda quella dell’uomo di 38 anni che ieri pomeriggio è morto nell’incendio scoppiato dentro la sua abitazione.

Intervento disperato

Quando intorno alle 14 sul posto sono arrivati i Vigili del Fuoco di Arzachena e Santa Teresa hanno trovato i figli di Menna fuori dalla casa, spaventati, con qualche difficoltà respiratoria, ma vivi. Le operazioni di soccorso sono state perfettamente inutili, invece, per l’operaio palaese. Giorgio Menna è stato portato fuori dalla camera dal letto dai Vigili del Fuoco e affidato al personale del 118. Gli operatori sanitari hanno provato di tutto per rianimarlo, ma non c’è stato nulla da fare. L’uomo aveva inalato il fumo denso e nero che ha saturato in pochi minuti la villetta di Barrabisa. Giorgio Manna è morto quasi subito, nonostante i disperati tentativi di salvargli la vita. Morto davanti alla sua abitazione, invasa dal fumo e dalle fiamme. Tutto attorno le persone assistevano attonite alla tragedia.

Il giallo dei bambini

Nella strada della casa dell’operaio, via Giuseppe Dessì, sono arrivati il personale della Polizia di Stato e i Carabinieri di Palau. La zona è stata isolata per consentire le primissime attività di indagine e il trasferimento del corpo di Menna a Sassari per l’autopsia disposta dal procuratore facente funzioni di Tempio, Alessandro Bosco. I figli dell’operaio sono stati trovati sulla strada, scossi ma sani e salvi. Nessuna ustione e nessun principio di intossicazione. Il personale del 118 ha preso in carico i piccoli per il trasferimento nel Pronto Soccorso del Giovanni Paolo II di Olbia. I medici dell’ospedale olbiese hanno verificato le condizioni dei piccoli escludendo conseguenze gravi. Il dato da chiarire e spiegare è la presenza dei bambini fuori dalla casa all’arrivo dei Vigili del Fuoco. Stando ai primi accertamenti i piccoli potrebbero avere fatto tutto da soli. A differenza del padre, si sarebbero accorti subito del principio dell’incendio e sarebbero usciti fuori subito. I bambini sono riusciti ad avvertire anche il nonno paterno, che abita al piano superiore della villetta. L’uomo si è precipitato verso la casa del figlio, ma l’incendio gli ha impedito di entrare. Una ricostruzione dei fatti che deve essere confermata, non è escluso che i bambini possano anche aver tentato di aiutare il genitore senza riuscirci. In ogni caso ieri a Barrabisa si è andati vicinissima a una tragedia ancora più grande. Due bambini hanno rischiato di restare intrappolati nella casa invasa da fiamme e fumo e se sarà confermata la primissima versione dei fatti sono stati loro a mettersi in salvo da soli. I piccoli sono stati sentiti dalle forze dell’ordine e saranno ascoltati di nuovo per una ricostruzione completa dei fatti. Ieri sono stati sentiti anche vicini di casa di Menna e amici.

Indagini sulle cause

La Procura di Tempio ha ordinato il sequestro della villetta di via Giuseppe Dessì, per tutti gli accertamenti tecnici del caso. Nel tardo pomeriggio sono arrivati a Barrabisa gli specialisti dei rilievi scientifici della Polizia di Stato. Anche i Vigili del Fuoco si occuperanno delle indagini con il loro personale specializzato. Difficile dire che cosa sia successo nella casa di via Giuseppe Dessì. In un primo momento è stata presa in considerazione l’ipotesi di una fuga di gas, poi di un corto circuito. Il dato da chiarire è la velocissima propagazione del rogo.

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