Una rivoluzione digitale partita dalla Sardegna con la nascita di Video On Line. «L’Unione Sarda è stato il primo giornale in Europa e il secondo al mondo ad andare online», ha ricordato Maria Antonietta Mongiu nell’appuntamento dei “Seminari sull’Arte della Manutenzione”, che si tengono proprio nella Sala Video On Line della storica sede de L’Unione Sarda in viale Regina Elena. Un “luogo di molti inizi”, come è stato definito nel titolo dell’incontro di ieri, curato dalla professoressa Mongiu e da Diana Zuncheddu e che ha visto la partecipazione di tre protagonisti di quella rivoluzione datata 1994: Gianni Giugnini, creativo e pubblicitario, Francesco Sogos, designer, e Antonio Pascalis, web architect.
La storia
«Video On Line fu l’occasione per confrontarci con un progetto che andava oltre i confini della Sardegna», ricorda Gianni Giugnini, «lo feci con l’agenzia che fondai negli anni ’90, “Professionisti Associati”, quando scelsi di tornare a Cagliari dopo gli anni trascorsi a Milano. L’obiettivo era quello di fare gruppo e mettere insieme tante figure professionali».
«All’epoca internet era diverso», racconta il designer Francesco Sogos, «non c’erano i social e molti strumenti che oggi invece utilizziamo tutti i giorni. Video On Line fu il banco di prova per l’applicazione delle nostre conoscenze». Tutto iniziò dalla storica sede de L’Unione Sarda in viale Regina Elena: «Era pura sperimentazione, non c’erano linee guida o canoni di riferimento», prosegue Sogos, «dovevamo ricercare un linguaggio visivo per un nuovo mezzo». L’home page si è evoluta nel tempo, come ha evidenziato anche il web architect Antonio Pascalis.
Gli altri progetti
Il racconto del seminario si sposta sugli altri progetti digitali sviluppati in Sardegna, come Tiscali: «Fu il prosieguo di Video On Line, ha avuto un ruolo fondamentale per non far disperdere le risorse e il capitale umano che si era formato precedentemente nell’Isola», sottolinea Gianni Giugnini. «Nel 2001 riuscimmo a creare un network internazionale presente in 16 Paesi, tra cui il Sudafrica», afferma Antonio Pascalis, «fornimmo a tutti delle linee guida su come impostare i siti».
Dopo Tiscali, arriva poi l’esperienza nella pubblica amministrazione nel 2004 con il restyling del sito della Regione Sardegna. «Tra i principi fondanti c’era la trasparenza amministrativa con la pubblicazione online delle delibere. Era un servizio che al tempo ci invidiavano parecchio», dice Francesco Sogos, in riferimento al sito della Regione. In parallelo ci fu la creazione di altri portali, come la Sardegna Digital Library: «Un grande archivio sempre aggiornato», lo definisce Pascalis, «fu sicuramente tra le esperienze più significative».
«La Sardegna Digital Library senza un gruppo di storici dell’arte, documentaristi, archivisti, antropologi che compilasse le schede non sarebbe mai potuta nascere», ha evidenziato Maria Antonietta Mongiu.
Il seminario nella sede de L’Unione Sarda in viale Regina Elena si conclude con il racconto del portale del Comune di Cagliari: «Fu tra i primi nel 2015 ad aderire al progetto “Italia Login” voluto dal Governo per uniformare i portali istituzionali», ha sottolineato Francesco Sogos.
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