Quando è nato, il 4 ottobre 2009, il M5S era ispirato ai valori e ai principi di San Francesco – ha scritto domenica sul suo blog il fondatore Beppe Grillo – la sua visione era quella del servizio nelle istituzioni per migliorare la vita dei cittadini, piuttosto che mirare all’arricchimento personale. Poi il caso Sardegna con la Giunta targata M5S che ha «sfruttato» la tanto criticata legge poltronificio approvata nella legislatura precedente di centrodestra. Due giorni fa Alessandra Todde ha lasciato che a rispondere all’ex garante fosse il M5S Sardegna. Ieri però ha replicato: «Domenica era era la giornata di San Francesco d’Assisi, quindi risponderei con il saluto francescano, “Pace e bene”», ha dichiarato a margine del vertice di maggioranza che si è tenuto nel primo pomeriggio in Consiglio regionale. «Un conto è attaccare un movimento che sta crescendo senza il suo fondatore», ha spiegato, «e che sta trovando delle direzioni che non lo coinvolgono, e che quindi possono provocare qualche reazione negativa da parte sua, diverso è entrare nel merito delle cose».
E proprio nel merito la presidente ha detto qualcosa che non aveva mai dichiarato prima: «Abbiamo ereditato una Regione con novemila progetti e un Pnrr al 4% ed era importante riuscire a portare a casa i risultati. Peraltro una proposta di modifica della legge 10 (la legge “poltronificio” approvata nella legislatura precedente ndr) è già in Consiglio. Non abbiamo mai nominato capi dipartimento, ufficio legislativo, ufficio studi e altre posizioni presenti. Abbiamo utilizzato le persone che ritenevamo utili per il lavoro che dovevamo fare». In pratica, Todde giustifica il ricorso alla legge sugli staff con l’esigenza di completare la realizzazione dei progetti del Pnrr.
Le motivazioni
Una risposta che arriva dopo mesi di contestazioni mosse anche dal centrodestra: «Perché non abbiamo abolito la legge sugli staff? – ha sottolineato – abbiamo ereditato un’amministrazione ferma, tanti progetti da portare a casa, e un’esposizione della Regione importante non sottendeva una risposta populistica, ma di responsabilità, il nostro primo compito era governare la Regione, fare in modo di essere certi di portare a casa i progetti, questo è quello che abbiamo fatto. Ovviamente con responsabilità. Se avessimo avuto banalmente una spinta all’occupazione avremmo nominato quello che potevamo». Nel blog, Grillo ha ricordato che nel 2021, anno del via libera al “poltronificio”, «l’allora opposizione (M5S e Pd) contestò duramente questa norma, osservando che avrebbe comportato maggiori spese per la Regione di almeno sei milioni di euro sottratti a sanità, politiche e sostegno alle famiglie e sviluppo dell’Isola». E, «per una forza politica che si ispira a San Francesco, se fosse mai salita al governo della Sardegna, il primo punto all’ordine del giorno avrebbe dovuto essere quello di abolire questa legge». (ro. mu.)
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