Milano

Pamela, respinte le scuse dell’omicida 

Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp

Milano. Per la prima volta dall’omicidio di Pamela Genini, Gianluca Soncin – accusato di averla uccisa il 14 ottobre scorso a Milano – ha parlato in aula e chiesto scusa alla famiglia della 29enne: «So che il perdono non si può pretendere», ha detto leggendo un testo scritto a mano, aggiungendo di voler assumere le conseguenze del dolore causato. Soncin, accusato di omicidio aggravato anche dalla premeditazione, rischia l’ergastolo. Per la Procura, dopo aver ricevuto la telefonata con cui Pamela annunciava la fine della relazione, entrò nell’abitazione con un doppione delle chiavi e la colpì con 76 fendenti, inscenando poi un tentativo di suicidio procurandosi due ferite superficiali al collo.

Scuse respinte dai familiari: «Sono parole di plastica», ha detto l’avvocato della madre. La sorella Veronica ha fatto sapere: «Vogliamo l’ergastolo, nessuno sconto di pena». In aula sono stati ascoltati anche poliziotti, operatori del 118 e vicini, uno dei quali ha raccontato di aver visto Soncin colpire Pamela sul balcone.

RIPRODUZIONE RISERVATA

Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati

Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.

• Accedi agli articoli premium

• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi

Sei già abbonato?
Sottoscrivi
Sottoscrivi

COMMENTI