La celebrazione.

Processione a mare, voto rinnovato 

La Madonna di Bonaria accompagnata dai fedeli: «Una grande emozione» 

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Il tramonto fa da sfondo, la passeggiata di Su Siccu sono gli spalti per assistere a uno dei momenti più suggestivi delle celebrazioni per la Madonna di Bonaria. I più emozionati però sono quelli che sono riusciti a salire sulle barche e che hanno accompagnato e vissuto da vicino la processione a mare. «Due anni fa regalarono a mia nipote tre biglietti per salire su un’imbarcazione e fu bellissimo», racconta Giovanna Pilia, una delle tantissime fedeli presenti in Basilica, «quest’anno sono riuscita a prenderli nuovamente, è una grande emozione». È arrivata da San Sperate con un’amica, Marisa Piras: «Per me è la prima volta, non so cosa aspettarmi, ma sarà sicuramente stupendo».

Il percorso

Dopo la messa delle 18, il simulacro della Madonna è stato accompagnato da migliaia di fedeli dal Santuario, passando da viale Bonaria e via Roma, fino al molo Ichnusa. Da lì è partita la processione a mare con la statua che è stata fatta salire sul rimorchiatore “Vincenzino Onorato” e, accompagnata dalle altre imbarcazioni, è stata portata fino allo specchio d’acqua antistante la Basilica. Uno spettacolo a cui hanno assistito in massa, sia dalle barche (circa 500) sia dalla passeggiata di Su Siccu. Ci sono i veterani: «Partecipiamo sempre», raccontano in tanti, «ed è sempre emozionante». C’è chi si appoggia alle barriere, chi è pronto con lo smartphone in mano e chi invece si gode il momento. «È la terza volta che vengo», dice Maria Grazia Spada, arrivata da Donori, «è sempre emozionante e bellissimo. Mi porto dietro ricordi bellissimi, è un’esperienza che arricchisce molto anche spiritualmente. Poi la Madonna di Bonaria è la patrona della Sardegna, per noi sardi è un onore partecipare a questa bellissima festa». Ci sono anche turisti, imbattuti per caso nelle celebrazioni e rimasti incantati dalle celebrazioni. «È la prima volta che la vedo, è stupendo», afferma una signora mentre dal mare suonano le sirene delle navi.

Il messaggio

A guidare la processione c’è l’arcivescovo di Cagliari, Giuseppe Baturi, che ha deposto una corona d’alloro per ricordare coloro che sono morti durante le traversate in mare. Un pensiero, in particolare, è stato rivolto ai migranti che hanno perso la vita nel Mediterraneo. «Questa festa ha origine nel 1866 (160 anni fa)», ricorda Baturi, «quando i giovani reduci dalla guerra di indipendenza ringraziarono la Madonna per la vita, ma invocarono anche la pace. Noi facendo questo gesto in ricordo delle vittime vorremmo che questo grido di pace salga a Dio, ma raggiunga soprattutto il cuore degli uomini». Poi il ringraziamento: «Non ci immaginavamo tutta questa partecipazione. Avevamo programmato un anno fa tutti gli eventi per il centenario della consacrazione della Basilica di Bonaria. Alla fine hanno partecipato tutte le diocesi, le parrocchie, i giovani e i malati. Cent’anni fa i vescovi avevano parlato di un legame d’amicizia tra i sardi e la Madonna. Direi che questa amicizia è ben solida. Significa che nel fondo del cuore dei sardi è impressa l’immagine di Dio e di sua madre».

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