Milano

L’accoltellatore: «Quando esco lo rifaccio» 

Aggressione folle al bar, oggi l’interrogatorio. Agli agenti: «Mi sono divertito» 

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Milano. Voleva accoltellare qualcuno per divertirsi. E così avrebbe cominciato a girare per strada, dopo essersi infilato un passamontagna e messo nella tasca della felpa un coltello bifilare, a caccia di una preda facile, chiunque fosse.

L’indagine

E quando sabato, poco prima delle 7.30, davanti al bar di via Capecelatro gli è venuto a tiro Gerry, mai visto prima, senza proferire parola gli ha sferrato una ventina di fendenti. E sarebbe andato avanti se non ci fosse stato lo scatto immediato del padre 78enne della vittima e di altri clienti del locale: gli sono saltati addosso, lo hanno afferrato al collo e lo hanno immobilizzato. Poi l’arrivo degli agenti ai quali, mentre lo tenevano fermo per ammanettarlo, ha detto: «Mi sono divertito. Appena esco lo rifaccio». È la ricostruzione che emerge dal video della telecamera di sorveglianza del bar, uno degli elementi su cui si fonda la richiesta di convalida dell’arresto di Lamin Saidilly, 22enne nato in Italia da genitori del Gambia, firmata dal pm Elio Ramondini, che sta cercando di far luce non solo sul passato del giovane per capire se abbia problemi mentali, ma anche se sia stato, eventualmente, strumento di qualcun altro.

Il dossier inglese

Il giovane, arrivato da Londra a Milano da qualche giorno, è difeso dall’avvocata Simona Brambilla e stamattina verrà interrogato dal gip Luigi Iannelli, al quale spetterà decidere sulla istanza del pubblico ministero in base al pericolo di fuga e al rischio di reiterazione del reato. L’accusa è tentato omicidio aggravato dalla premeditazione e dai futili motivi: si ipotizza che Lamin Saidlly abbia pianificato di uscire di casa per «cagionare la morte» della prima persona che potesse aggredire facilmente. E in effetti ha ferito Gerry alla testa, al collo, al torace e all’addome, facendolo finire in codice rosso a Niguarda. Sabato sera e di nuovo ieri mattina il 55enne è stato operato. Ieri è stata sciolta la prognosi: non è più in pericolo di vita. E mentre si scatenano i commenti (Matteo Salvini scrive sui social: «Parole allucinanti. Si è divertito e lo rifarebbe? Che non esca più dal carcere allora!») gli investigatori cercano di capire quale storia abbia l’aggressore. Si aspettano dall’Inghilterra indicazioni di tipo medico: nato a Conegliano Veneto, si era trasferito con i genitori e un fratello a Londra, dove ha vissuto per una decina di anni. Solo il padre, che è sotto shock e nega che il figlio abbia problemi mentali, si è trasferito in Italia, lui sarebbe arrivato a Milano nei giorni scorsi. Non si sa dove abbia dormito, non è risultato positivo ai test di droga e alcol.

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