Turismo

Poetto, spazzatura vista mare «Ogni sera qui è una discarica» 

Bottiglie di plastica, cartacce e mozziconi abbandonati sulla sabbia 

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«La sera, a fine turno, qui è una vera discarica». La giovane bagnina della quarta fermata lo racconta indicando la spiaggia. «Quasi tutti gli interventi che ho fatto finora sono stati per medicare i piedi dei bagnanti feriti da vetri o tappi di bottiglia nascosti sotto la sabbia». È la fotografia dell’estate al Poetto, dove ogni sera bottiglie, plastica, cartacce e mozziconi vengono abbandonati sulla spiaggia.

La scena

Il copione si ripete, soprattutto nel fine settimana. Arriva il tramonto, la spiaggia si svuota, gli ombrelloni si chiudono e lasciano spazio a un mare rifiuti. Bottiglie e bicchieri di plastica, cartacce, fogli di stagnola, cartoni della pizza. Poi teli mare dimenticati, bottiglie di alcol lasciate a metà, mozziconi di sigaretta. Sono ovunque. Ricoprono la sabbia a macchia di leopardo, disegnando il perimetro delle comitive di ragazzini che fino a poche ore prima occupavano quel tratto di arenile.

E dire che ogni mattina il Poetto viene ripulito. Gli operatori raccolgono i rifiuti, svuotano i cestini e restituiscono alla città una spiaggia in ordine. Ma basta una giornata di mare, o una sera di movida, perché il lavoro venga vanificato.

La denuncia

«È una situazione insostenibile», denunciano gli operatori del litorale. «Ogni giorno – racconta Paolo Belloni, responsabile bar dell’Oasi Beach Club – siamo costretti a mandare i nostri ragazzi a ripulire il tratto di spiaggia davanti allo stabilimento. Passiamo almeno un’ora ogni sera a raccogliere cartacce e immondizia. È maleducazione». Il problema, sottolinea Belloni, non è la mancanza di cestini. «Spesso sono persino vuoti. Manca proprio il gesto più semplice: raccogliere i propri rifiuti e portarli fino alle aree dedicate». Secondo Lucia Alciator, del Malibu, invece «i cestini ci sono, ma non bastano». Troppo piccoli per la spiaggia dei Centomila e, secondo l’operatrice, «essenziali anche fuori stagione».

I bagnanti

Le situazioni più critiche si registrano tra la quarta e la sesta fermata, nei tratti di spiaggia libera frequentati soprattutto da grandi comitive – spesso di maleducati. «Ho sempre paura di trovare un fondo di bottiglia sotto la sabbia», dice preoccupato Nazzareno Pani, 72 anni, fiero cagliaritano. «Mi è capitato di vedere con i miei occhi un ragazzo sotterrare dei vetri, ho provato ad intervenire e ho avuto paura. Erano in tanti e minacciavano di aggredirmi». Il timore, racconta, è concreto. «Ti saltano addosso in dieci e rischi di finire all’ospedale. Sono maleducati, cosa bisogna fare?». Tra i bagnanti torna anche il tema dei controlli. «Vigilanza? Zero», grida una donna dall’ombrellone accanto. «Non c’è rispetto e non c’è chi faccia rispettare le regole. Servirebbero più controlli e multe a chi sporca».

Non solo rifiuti

Gli animi, soprattutto tra i frequentatori più anziani, sono tesi. «La mattina troviamo la spiaggia pulita – spiega Marco Meloni –. Ma la sera è un disastro». Per lui, e per molti altri, il problema riguarda soprattutto i più giovani. «Non tutti, ci mancherebbe. Ma c’è chi lascia tutto sulla sabbia senza problemi». E non si tratta solo di rifiuti: «Fumano nonostante i divieti, giocano a pallone senza guardare chi hanno intorno. Manca il rispetto per gli altri e per il bene comune».

Ogni mattina, però, la spiaggia torna pulita. Il Comune interviene poco prima dell’alba con le operazioni di pulizia dell’arenile, restituendo il Poetto ai bagnanti. Ma il giorno dopo lo scenario è lo stesso.

Il Comune

«Purtroppo ancora troppe persone – si dice delusa l’assessora all’Ambiente Luisa Giua Marassi – abbandonano rifiuti di cibo e bevande, nonostante la presenza di un numero sufficiente di isole ecologiche e di cestini sul lungomare. È un comportamento che non comprendo: se amiamo la nostra spiaggia, come possiamo non lasciarla pulita?». Per contrastare il fenomeno il Comune ha avviato la campagna “Spiagge pulite. Cagliari più bella” e potenziato i servizi di spazzamento e svuotamento dei contenitori. «Interverremo ancora per intensificarli», aggiunge l’assessora. Un grazie però va anche «ai titolari delle concessioni sul litorale che ci coadiuvano nella pulizia quotidiana, alle associazioni ambientaliste e ai semplici cittadine e cittadini, tutti impegnati in un’azione di sensibilizzazione che stenta ancora a diventare “normale consuetudine”».

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