il conflitto

Prezzi alle stelle e code Caos benzina nell’Isola  

La Sardegna è fra le regioni più care d’Italia: forti aumenti, automobilisti in fila per il pieno 

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Prezzi che schizzano verso l’alto e automobilisti in coda per fare il pieno, per cercare di risparmiare qualcosa prevedendo ulteriori aumenti. Gli effetti della guerra in Iran e Medio Oriente si sono già fatti sentire nei distributori di benzina sardi, con ricadute immediate sul costo del carburante.

Il prezzo medio regionale lievita pericolosamente: in Sardegna ieri era 1,838 per il gasolio, 1,743 per la benzina (entrambi in modalità self) e 0,799 per il gpl (servito). L’aumento è evidente già rispetto a martedì, quando si attestava a 1,762 per il gasolio, 1,700 per la benzina e 0,798 per il gpl. In un solo giorno è aumentato di 7 centesimi per il gasolio e 4 centesimi per la benzina, il tutto al litro, e appare destinato a crescere ancora.

Al distributore

Sulla 131, il gasolio vola verso i 2 euro al litro. A Muros, alle porte di Sassari, il prezzo più elevato: 1,949 al self (e 1,759 per la benzina). A Predda Niedda il diesel è invece molto più basso: 1,808, che fino a pochi giorni fa era altissimo ma ora appare addirittura un’offerta più che conveniente.Stesso discorso a Cagliari: fra i vari distributori si segnalano 1,839 diesel e 1,679 benzina in viale La Plaia, 1,819 diesel e 1,699 benzina in piazza Deffenu e 1,889 diesel e 1,739 benzina in via Bottego. Tutti in aumento.

Non sorprende, quindi, che molti automobilisti non abbiano perso tempo. Lunghe file in tanti distributori, con un solo obiettivo: fare il pieno subito per prevenire un sempre più probabile aumento impazzito, ricordando (non certo con piacere) cosa accadde nel 2022 dopo l’invasione russa in Ucraina, quando l’impennata dei prezzi fu immediata.

I dati

Sempre sul prezzo medio regionale, la Sardegna è fra le più care d’Italia. Ieri, a superare l’Isola soltanto la Calabria (1,848 il gasolio, 1,759 la benzina) e la Valle d’Aosta (1,840 il gasolio, 1,748 la benzina) più le province autonome di Bolzano (1,877 e 1,765, la più cara d’Italia) e Trento (1,840 e 1,746), mentre la Liguria ha raggiunto l’Isola sul gasolio (1,838) rimanendo sotto sulla benzina (1,738, alla pari dell’1,743 della Sardegna c’è la Sicilia che però è molto più in basso per il diesel, 1,805).

Sulle autostrade, denuncia il Codacons, il gasolio ha toccato i 2,5 euro al litro. E sì che, invece, il prezzo medio nazionale sulla rete autostradale sarebbe 1,903 per il diesel e 1,816 per la benzina. Assotir, in aggiunta, ha già segnalato problemi di approvvigionamento di carburante per la Campania e la Lombardia.

Le polemiche

Come sempre accade in questi casi, non sono mancate le contestazioni per un aumento ritenuto indiscriminato. L’associazione di consumatori Adoc parla di «speculazioni» da parte dei petrolieri, visto che «il Paese dispone di riserve stoccate che dovrebbero ammortizzare queste oscillazioni».

Gilberto Pichetto Fratin, ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, conferma quest’ultima situazione: «Siamo nella condizione di essere abbastanza sicuri quantitativamente. Siamo il paese che ha lo stoccaggio più alto d’Europa, abbiamo fonti di approvvigionamento diversificate», ha dichiarato.

Anche il Centro di formazione e ricerca sui consumi Crc parla di speculazione, e propone la riduzione immediata dell’Iva sui carburanti. «Non è accettabile osservare rincari alla pompa su scorte di carburante acquistate e raffinate mesi addietro», l’accusa di Cna Fita, che chiede un credito d’imposta straordinario finanziato con l’extragettito dell’Iva. Adolfo Urso, ministro delle Imprese, ha convocato per domani due riunione della Commissione di allerta rapida sui prezzi, presieduta da “Mister Prezzi”, Benedetto Mineo. Intanto, il costo del carburante continua a correre.

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