CATANIA. Dopo i cicloni Harry e Ulrike e la frana di Niscemi un’altra calamità naturale colpisce la Sicilia, ma fortunatamente con effetti molto più contenuti. Questa volta è stato un terremoto di magnitudo 4.5 sull’Etna che alle 7.05 ha svegliato gli abitanti delle province di Catania, Messina e Siracusa dove l’evento è stato avvertito, anche in abitazioni al piano terra. L’energia rilasciata a poco meno di 4 chilometri di profondità e la durata del sisma hanno fatto sì che l’effetto sia stato molto forte, soprattutto dove ipocentro e epicentro sono coincisi: a Ragalna, paese dell’Etna, che ha subito danni a palazzi pubblici e locali e ha fatto riversare in strada i suoi abitanti. Lesionati decine di edifici, compreso il Municipio, calcinacci caduti in strada e su auto danneggiate, crollato anche il tetto di un’abitazione disabitata. I danni maggiori nel rione Santa Barbara. Ma il sisma non ha causato feriti. Al Comune sono arrivate «circa 600 segnalazioni di danni importanti ed evidenti a case private», ha detto il sindaco Nino Caruso facendo un primo punto della situazione, precisando però di «non avere ancora un quadro completo dei danni subiti dal territorio. Per fortuna - ha sottolineato - fino a questo momento non abbiamo avuto segnalazione di feriti».
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