Il monito.

Il pericolo si estende: «Attenti ai viaggi nel Sud-Est asiatico» 

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All'Unità di Crisi della Farnesina è tour de force per assistere i circa 100mila italiani interessati in qualche modo dagli eventi in corso nelle aree in fiamme del Medio Oriente e del Golfo. Il cuore di quest’area del ministero degli Esteri adibita alla gestione di emergenze sono due sale piene di schermi, telefoni e altri strumenti. Ma ci sono anche una cucina e una stanza con due posti letto per garantire al personale momenti di break senza doversi per forza spostare. Il focus nelle ultime ore si è ampliato anche sugli spostamenti di connazionali da e verso diversi Paesi del Sud-Est asiatico. Perché molti collegamenti aerei con quelle zone hanno gli scali proprio nell’area più interessata dalle rappresaglie dell’Iran in risposta agli attacchi di Usa e Israele: Emirati Arabi Uniti, Qatar, Bahrein, Kuwait. E quindi si moltiplicano le cancellazioni dei voli in programma nella zona. Per chi avesse in previsione nei prossimi giorni partenze non solo per Maldive o Sri Lanka, ma anche per Paesi come Thailandia, Vietnam o Cambogia, è dunque vivamente consigliato di tenere in conto questo aspetto. Perché la possibilità di annullamento dei voli, anche se prenotati da molto tempo, è alta. E non si può escludere che disagi sopraggiungano anche in caso di buon esito del viaggio di andata, ad esempio per difficoltà nel rientro. Valgono come raccomandazioni generali quelle di mantenersi aggiornati con le ultime informazioni da compagnie aeree, tour operator e canali ufficiali quali il sito viaggaresicuri.it. La Farnesina sta cercando di fare «tutto il possibile» per far fronte a situazioni di questo tipo, ha assicurato il ministro degli Esteri Antonio Tajani. Per circa 1.500 italiani la fase di evacuazione dalle aree del Golfo è già iniziata, principalmente via Oman e Arabia Saudita. «Stiamo lavorando per organizzare charter voli aggiuntivi», ha aggiunto Tajani, ponendo come esempio i lavori in corso per «prelevare circa tremila italiani che sono in attesa di rientro» dalle Maldive. Bisogna però tener presente, ha precisato, che nella stessa situazione ci sono anche persone di tanti altri Paesi. «I francesi saranno 2-300mila, come gli inglesi», ha sottolineato, spiegando che quindi «c’è un blocco dei tre aeroporti principali» nel Golfo, anche se le operazioni stanno «lentamente riprendendo».

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