Quattro campionati vinti tra Muravera, Nuorese e Villasimius, la storica Coppa Italia d’Eccellenza col Tonara, salvezze impossibili: il curriculum di Antonio Prastaro parla da solo. Tecnico cagliaritano, 54 anni, una carriera sui campi dell’Isola: ora guida il Selargius in Promozione, primo allenamento il 20 agosto. Maglia granata, rosa costruita sui ragazzi del vivaio: una sfida che gli somiglia.
Prastaro, cosa l’ha convinta a dire sì al Selargius?
«Ringrazio la società per la fiducia: proseguo un percorso avviato da anni, un progetto incentrato sui giovani nel quale credo fortemente. Ho detto sì per la totale sintonia con il presidente Giorgio Salis, il ds Denis Fercia e tutta la società».
Quattro promozioni in bacheca: c’è un filo comune nei club che salgono?
«Quello che ho vinto è passato, conta il presente. Se un filo c’è, è l’applicazione nelle sedute: da lì capisci subito se i ragazzi ti seguono».
Che gruppo ha trovato?
«L’ossatura esiste già da anni, grazie a una società che non ha paura di lanciare i giovani del vivaio e al lavoro di chi mi ha preceduto. Non manca nulla: la rosa è completa in ogni reparto. E abbiamo la fortuna di avere Stanislao Lepore ed Enrico Galasso, la cui esperienza aiuterà tutto il gruppo. Ora si tratta solo di aiutare questi ragazzi a esprimersi al meglio, e in questo senso sento una grande responsabilità verso la loro crescita».
Che identità vuole dare alla squadra?
«Un’identità solida, un gruppo che gioca davvero da squadra, con dei principi di gioco ben definiti da perseguire con costanza».
In Promozione pesano più i valori tecnici o la tenuta mentale?
«Incidono molti fattori: campi difficili, condizione fisica, infortuni e squalifiche. Ma soprattutto la continuità dei risultati e la capacità di adattarsi alle varie situazioni che ci troveremo davanti».
L’obiettivo?
«Far crescere i ragazzi e alzare il livello del rendimento. Vogliamo confrontarci con tutti per capire a che punto siamo, con umiltà e rispetto per le altre realtà del girone».
Che campionato si aspetta?
«Estremamente equilibrato, molte squadre si sono rinforzate. Penso a Ferrini e Sant’Elena, che vengono dall’Eccellenza e hanno ritoccato le rose, ma non sono le sole. Sarà una stagione difficile».
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