Il bilancio

Ferragosto, la Sardegna oltre ogni record 

Grandi numeri e caos nel weekend nelle principali località balneari e nelle città 

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Cifre da record, in crescita rispetto allo scorso anno (a sua volta in rialzo sui precedenti), e chissà fino a quando potremo reggere l’assalto.

Gli operatori

“The day after”, foto, selfie, testimonianze e post dalla Sardegna raccontano un altro Ferragosto da sogno e da incubo. Da un lato il boom di turisti ovunque, italiani perlopiù perché questo è il mese delle loro vacanze, hotel, b&b, case, camere e perfino garage e scantinati strapieni, campeggi in leggero calo causa caro-carburante, ristoranti e locali presi d’assalto (anche se diversi imprenditori lamentano una riduzione dello scontrino medio), supermercati e negozi di alimentari con la fila alle casse, feste, musica e fuochi d’artificio per celebrare questa notte bollente. E gli operatori soddisfatti per gli incassi, che già guardano a un settembre ugualmente ottimo.

Il lato negativo

D’altro canto, il sovraffollamento che crea disagi ai residenti e alle amministrazioni comunali che fanno salti mortali per garantire i servizi essenziali («in questi giorni da noi è un po’ come andare nei grandi centri commerciali sotto Natale, un grande caos», ha detto il sindaco di Villasimius Gianluca Dessì); le spiagge-carnaio e i parcheggi occupati fin dall’alba che impattano sull’ambiente e sull’igiene pubblica; il mare invaso da barche di ogni taglia, meno bello, più sporco e meno sicuro. E per contorno le “cartoline” di rito amplificate dai social e dell’AI: le liti con chi lascia ombrelloni e sediette sul litorale per tenersi il posto; lo scontrino da furto con gelato a 20 euro sbandierato su Instagram; il riccone che scende dallo yacht e si fa apparecchiare la tavola sulla sabbia; i luoghi a numero chiuso che curiosamente sono sempre pieni di gente.

I numeri

È l’estate 2026, con il Ferragosto sold out in tutta Italia, in campagna, in montagna, nei parchi naturali, nelle città d’arte, nei piccoli borghi, turisti in movimento anche soltanto per il weekend, alla ricerca di “esperienze” autentiche, tradizioni ed enogastronomia. Dice il ministro Gianmarco Mazzi che da quattro anni a questa parte (da quando c’è il governo Meloni), «la media degli italiani che parte è aumentata al 66,7%, prima era del 58%».

Nell’Isola, soltanto all’aeroporto di Cagliari, in una settimana tra arrivi e partenze si è registrato un traffico di 250.000 passeggeri, con 1.550 movimenti aerei.

Nei porti, in due giorni, sono stati 140 tra arrivi e partenze (più alcune crociere) i movimenti traghetti a Cagliari, Olbia, Porto Torres, Golfo Aranci, Santa Teresa Gallura, Arbatax e Portovesme, con circa 100mila persone movimentate. La quota più consistente a Olbia, primo scalo passeggeri del Mediterraneo.

Le località

Le più frequentate sono le località più note e i Comuni che comprendono le “perle” glamour, Alghero, Arzachena, Olbia, Orosei, San Teodoro, Budoni, Villasimius, Tortolì, Muravera, Pula, Chia. E poi Cagliari e Sassari. Ma le cose vanno bene dappertutto, quantomeno in linea con il 2025, che ha archiviato una stagione eccezionale.

Il trend – sottolinea il presidente regionale di Federalberghi Paolo Manca – «è quello delle vacanze più corte e delle prenotazioni last minute. Inoltre, i budget sono “chiusi”, lo vediamo nei servizi extra, le famiglie fanno scelte e rinunce».

Sul fronte dell’extra-alberghiero – evidenzia Maurizio Battelli dell’Osservatorio su b&b e case vacanze – «il quadro è ottimo, abbiamo chiuso luglio con un +6% rispetto a luglio dello scorso anno, agosto è pieno, e anche settembre e ottobre promettono bene, con prenotazioni in crescita».

Le prenotazioni

L’assessore regionale al Turismo Franco Cuccureddu, che nei giorni scorsi ha parlato di un aumento a doppia cifra per due anni di seguito (quasi 22 milioni di presenze nel 2025, 18,9 milioni nel 2024, complessivamente +34,2%), dice che secondo le principali Ota (le agenzie di viaggio online, come Booking) le notti prenotate in Sardegna a luglio sono il 6,5% in più rispetto allo stesse mese del 2025; ad agosto il 5,5% in più, a settembre il 16,2%, a ottobre il 7,9% in più.

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