Alta tensione

Posto di blocco a Minneapolis, cronista sarda aggredita dall’Ice 

Laura Cappon, originaria di Guspini: «C’è una situazione difficile» 

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Laura Cappon, giornalista originaria di Guspini e inviata del programma “In Mezz’Ora”, in onda su Rai 3, che nei giorni scorsi si trovava a Minneapolis, negli Stati Uniti, è stata minacciata dagli agenti federali dell’Ice, la polizia di frontiera trumpiana. La cronista si trovava in un’auto che percorreva una strada della città americana assieme ad altre persone e riprendeva ciò che stava accadendo, senza violare alcuna norma. L’attacco subito da parte della “Immigration and Customs Enforcement” ha generato una serie di reazioni nella sua cittadina d’origine, dove in molti esprimono forte solidarietà per la giornalista, ringraziandola per il lavoro che svolge.

Il racconto

Laura Cappon sta bene, ma si limita a poche parole che commentano una situazione tutt’altro che tranquilla: «Deve parlare il mio lavoro», affidando così le parole a quello che svolge per l’informazione. «E comunque io, da qui, me ne posso sempre andare, i cittadini di Minneapolis no». Nel filmato andato in onda sulla Rai, gli agentidell’Ice intimano di smettere con le riprese, con toni che via via diventano sempre più pesanti, fino a minacciare di spaccare il finestrino dell’auto sui cui viaggia la giornalista che mostra passaporto e tesserino professionale: «Stampa. Siamo giornalisti italiani». «Questo è l’unico avvertimento – dicono gli agenti in inglese – se continuate a filmarci, romperemo il vetro e vi tireremo fuori dalla macchina».

Reazioni a Guspini

I fatti hanno suscitato forti reazioni a Guspini, paese d’origine della giornalista. Cappon, nata e cresciuta in Sardegna, ha poi intrapreso i suoi studi a Bologna. Nella trasmissione condotta da Monica Maggioni, ha commentato spiegando di essere stata «una cittadina che non stava infrangendo la legge, aggredita come la peggior criminale». Filippo Usai, consigliere comunale di maggioranza afferma: «Da Guspini una solidarietà piena a Laura Cappon, minacciata e intimidita mentre documentava le operazioni dell’Ice negli Stati Uniti. Il suo coraggio nel fare vero giornalismo e servizio pubblico è un atto politico nel senso più alto del termine e ci rende orgogliosi come comunità». Simona Lobina dichiara solidarietà alla concittadina, «ma anche a tutti i cittadini americani che scendono in piazza contro la deportazione dei migranti». Laura Cadeddu ritiene che la Cappon abbia svolto «un importante lavoro d’inchiesta, aprendo una finestra sulla realtà di una milizia paramilitare, l’Ice, che risponde al solo presidente».

La preoccupazione

Francesco Marras, attivista ed ex sindaco, afferma: «C’è un rigurgito autoritario che mette al centro il principio della forza e della repressione». Parole di solidarietà anche dall’opposizione in consiglio comunale. Marina Tolu sottolinea: «Condanniamo queste azioni, le minacce ricevute durante lo svolgimento di un’attività giornalistica regolare vanno contro il principio fondante di ogni ordinamento democratico». Infine, Simona Cogoni conclude: «Piena solidarietà a Laura, che ringraziamo per il lavoro che svolge e la passione che ci mette».

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