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Statale 195, scontro tra assessorato all’Ambiente e Anas 

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L’Anas accusa: «La colpa del blocco della procedura per la massicciata a protezione della Statale 195? Dell’assessorato regionale all’Ambiente: non la volevano». E dal palazzo guidato da Rosanna Laconi arriva la replica: affermazioni «gravi, infondate e non rispondenti al vero». Ecco servito lo scontro istituzionale sul futuro della strada che collega Cagliari con Capoterra: il tratto a due corsie, tra laguna e mare, è stato il primo a cedere sotto i colpi del ciclone Harry. Ed è stato chiuso per alcuni giorni. Intanto si è (ri)iniziato a discutere dei progetti alternativi. Il futuro sembra passare dal rifacimento dell’infrastruttura: pali di fondazione che vanno giù di molti metri, poi un solettone e, sopra, la strada rifatta. Un’opera che prevede la chiusura al traffico e la deviazione dei mezzi verso Contivecchi, su un’arteria che riaprirà a marzo. Ma c’era un’alternativa, percorribile senza interdire la circolazione: una barriera di massi pesanti fino a tre tonnellate, lunga 1,2 chilometri, da piazzare in mare a protezione dalle onde. Ed è su questo progetto che si innesca lo scontro.

Il responsabile della società delle strade in Sardegna, Salvatore Campione, nei giorni scorsi aveva spiegato i motivi che, a suo dire, avevano portato all’archiviazione della pratica: «L’assessorato non ci ha fornito dati sul litorale. Fin dall’inizio non volevano realizzare quel progetto. Sono stati loro a volere che non se ne facesse niente».

Una ricostruzione che fa indignare l’assessora: «Gli uffici, come Anas ben sa, hanno operato nel rispetto delle norme», contrattacca. Per poi spiegare come è andata. Già dal 2020 la società sapeva che il progetto dovesse affrontare sia la Via che la Vinca ma «ha attivato l’istanza solo nel 2024» proponendo «soluzioni già note, senza superare criticità già rilevate». Le integrazioni richieste «non erano un ostacolo burocratico, ma erano indispensabili per valutare correttamente gli impatti» dell’opera. E la documentazione prodotta è stata «insufficiente». La procedura non è stata “bloccata” dalla Regione, precisa Laconi, «ma è stata archiviata nel dicembre 2024 su richiesta di Anas, che ha dichiarato di voler procedere a una revisione complessiva del progetto». Ancora non pervenuta.

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