L’iniziativa

Capitale del mare 2026: Cagliari ci crede 

Zedda: «Candidatura concreta, frutto del lavoro condiviso tra varie istituzioni» 

Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp

C’è anche Cagliari tra le città candidate al titolo di Capitale del Mare 2026, la prima edizione del bando nazionale promosso dal Governo attraverso il Dipartimento per le politiche del mare. Una candidatura che mette in palio un finanziamento di un milione di euro, e che punta a raccontare — e rafforzare — il legame profondo tra il nostro paese e la cultura marittima.

Un rapporto antico, fatto di lavoro, identità, paesaggi e sport, che il Comune cagliaritano intende trasformare in una visione di sviluppo. Il finanziamento, destinato al comune costiero che otterrà il titolo, servirà a realizzare il programma di attività presentato nella candidatura.

Il dossier

«La proposta cagliaritana si traduce in un programma articolato di iniziative che attraversa l’intero 2026 e rende concreta una visione di città in cui il mare è infrastruttura culturale, ecologica ed economica», sottolinea l’assessore all’urbanistica Matteo Lecis Cocco Ortu nell’introduzione al dossier presentato alla commissione lo scorso 20 gennaio. Un progetto ampio, che guarda al mare come motore di sviluppo sostenibile. Accanto ai temi dell’educazione e della tutela ambientale, emergono con forza le tradizioni culturali e identitarie legate al mare: dal lavoro dei pescatori del borgo di Sant’Elia al villaggio di Giorgino, fino alla promozione degli sport velici e delle discipline che trovano nel mare il loro spazio naturale.

Le iniziative

Una città che torna a vivere il mare anche attraverso gesti semplici e condivisi. Mercati stagionali del pesce, sagre identitarie, iniziative gastronomiche: azioni che mirano a rafforzare il legame tra comunità, cibo, lavoro e mare. Accanto a queste, lo sport diventa strumento di benessere, inclusione e attrattività. Nel calendario proposto trovano spazio regate veliche nazionali e internazionali – impossibile non citare l’evento preliminare dell’ America’s Cup, e l’imponente Luna Rossa ormeggiata al Molo Ichnusa, ormai simbolo della città – competizioni di vela olimpica, beach volley, triathlon, e altri grandi eventi sportivi legati al mare.

Altro asse centrale della candidatura è quello dell’educazione ambientale. Dalla laguna di Santa Gilla a Molentargius, senza tralasciare le spiagge urbane e il Golfo degli Angeli, il progetto propone giornate di pulizia di spiagge e fondali, campagne di sensibilizzazione ma anche attività legate ai cambiamenti climatici: laboratori, convegni e osservazioni. Il mare diventa così anche oggetto di ricerca e innovazione, attraverso l’apertura di nuovi spazi dedicati allo studio e alla divulgazione. L’ultimo obiettivo del programma è il consolidamento della destinazione “Cagliari” a livello nazionale e internazionale, attraverso una pianificazione turistica capace di superare la stagionalità.

Il Comune

«Crediamo nella candidatura – ha sottolineato il sindaco Massimo Zedda – perché frutto di un lavoro condiviso con numerosi istituzioni e diversi enti, che hanno risposto in tempi brevi e con progetti specifici dettagliati alla proposta di partecipazione che abbiamo formulato. L’obiettivo è rafforzare la vocazione più specifica della città, il suo rapporto con il mare, nella consapevolezza che i progetti saranno portati avanti a prescindere dal risultato finale della partecipazione al bando».

RIPRODUZIONE RISERVATA

Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati

Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.

Accedi agli articoli premium

Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi

Sei già abbonato?
Sottoscrivi
Sottoscrivi