L’odore della posidionia marcita al sole si sente quasi prima ancora di vedere il mare. «Ricorda quello delle cozze guaste», dice Tonio Serci, mentre prende il sole alla prima Fermata. Un forte sentore di melma accompagna chi scende verso la battigia, mentre l’acqua, nei primi metri, non ha il consueto colore cristallino: è marrone, “colpa” dei cumuli di foglie marine che, con le alte temperature, emanano un odore intenso e trasformano l’ingresso in acqua in un percorso per nulla invitante. Tra sdraio e ombrelloni il malumore è diffuso. «Guardi che colore ha l’acqua», dice il signor Serci. «La Prima, fino allo scorso anno, era un paradiso. Adesso invece l’acqua è sporca, sembra stagnante. E con questo odore passa anche la voglia di fare il bagno», aggiunge. E infatti, molti rinunciano e per rinfrescarsi dai 35 gradi (di ieri) virano verso le docce pubbliche.
La vicenda
La posidonia, un bene prezioso per l’ambiente, è ferma nella prima parte del litorale da diversi mesi. Le maestralate degli ultimi mesi, poche rispetto al solito, non sono riuscite a liberare la Prima. «Capisco che sia naturale, ma perché come avviene in altre realtà non si interviene?», domanda Maria Bonaria Chessa. «Per arrivare al mare bisogna attraversare una distesa di alghe che puzzano».
Le lamentele sono diffuse. «In mare non entro», dice Elisabetta Littarru sulla battigia, rivolgendosi all’amica. «Sembra di essere a Riccione», aggiunge. C’è chi prova comunque a superare la “barriera” di posidonia e si sposta qualche metro più in là per provare a trovare uno specchio d’acqua un po’ più limpida. «Oggi ci sono alghe dappertutto», dice Alessandro Pillittu. «Alla Prima è impossibile fare il bagno senza uscire dall’acqua ricoperti di alghe», aggiunge.
Le accuse
I cagliaritani non mettono in discussione il valore ambientale della posidonia, considerata un elemento fondamentale per l’ecosistema e per la protezione dell’arenile dall’erosione. Ma molti si interrogano se sia possibile trovare un equilibrio tra la tutela dell’ambiente e la fruibilità della spiaggia. «Quartu, per esempio ha trovato una soluzione», rilancia il signor Pillittu. «non è un bello spettacolo neanche per i turisti che, infatti, arrivano alla Prima e si spostano più vanti per trovare uno spicchio d’acqua pulito», aggiunge. La Prima Fermata è tradizionalmente uno dei tratti più frequentati del Poetto (insieme alla Quarta). Anche per questo, sostengono i bagnanti, servirebbe un’attenzione maggiore. «Il Poetto non dovrebbe essere anche un biglietto da visita della città», domanda la signora Gianna prima di gettare un urlo ai due figli che giocano con la posidonia. «Perché», spiega, guardando l’acqua color marrone davanti alla riva, «in queste condizioni, il Poetto non è più il mare bellissimo che tutti conosciamo».
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