Da una giungla di circa diecimila autovelox, spesso nascosti e a ripetizione, a 3.150 apparecchi regolari e conformi. Ecco i numeri della rivoluzione nel mondo dei rilevatori della velocità. Obiettivo dichiarato, «evitare il caos», ha spiegato il ministro dei Trasporti Matteo Salvini, «basta autovelox fantasma, che erano solo una tassa occulta per milioni di lavoratori e non avevano nulla a che fare con la sicurezza stradale». E così, grazie alla pubblicazione in Gazzetta ufficiale del decreto del Mit, «sono 850 quelli che dovranno ottenere una omologazione per tornare attivi, 3.150 quelli regolarmente in funzione perché già hanno tutti i requisiti». Come nelle altre Regioni, anche in Sardegna resteranno accesi quelli che hanno ottenuto l’omologazione dopo il 2017. Parliamo dei sistemi in funzione a Quartu (1) a Monserrato (2), sulla 131 all’altezza di Selargius (2), a Sestu (1), sulla statale 130 all’altezza di Elmas (1), sempre sulla 130 a Decimomannu, sulla 131 all’altezza di Monastir-direzione Cagliari, a Gonnosfanadiga, a Iglesias, a Carbonia (sulla statale provinciale 2) a Carloforte, a Sassari (8), a Porto Torres (1), Ittiri (1), Nuoro (1).
Regole certe
Quindi: regole certe, omogenee per tutt'Italia, che nell'immediato comporteranno una tagliola per gli autovelox non più considerati idonei. Matteo Salvini aveva annunciato un mese fa la firma del decreto che pone fine ad un lungo periodo di confusione e di polemiche sulla «solidità giuridico-amministrativa degli accertamenti». In particolare, una serie di pronunce della magistratura ha evidenziato la differenza tra il semplice processo di approvazione tecnica e la vera e propria omologazione, aprendo la strada a migliaia di ricorsi da parte degli automobilisti contro le amministrazioni locali che hanno continuato a utilizzare dispositivi approvati ma non omologati.
Il decreto ora sgombera il campo dalle incertezze. «Il 71% degli autovelox installati in Italia risulta fuorilegge», aveva stimato Assoutenti: non tutti vanno spenti, per quelli che hanno avuto l'approvazione tecnica (ma non l'omologazione) prima del giugno 2017 il decreto prevede procedure di verifica della documentazione, o test tecnici e tarature, per verificarne l'idoneità e omologarli. Per tutti gli autovelox approvati dal ministero dopo il giugno del 2017, invece, il decreto prevede l'omologazione automatica».
Controtendenza
Lo scorso anno le multe tramite autovelox sono diminuite dell'8,9% rispetto all'anno precedente, con un incasso dei Comuni di 56,5 milioni. In testa alla classifica Firenze con 19,7 milioni, poi Bologna con 9,2 milioni, terza Milano con 6,9 milioni, seguita da Genova con 4,8 milioni e Palermo con 4,2 milioni. Roma ha dimezzato gli incassi, -52%, quasi azzerati a Trieste con il -94,4%. Più che raddoppiati a Ancona (+116%) seguita da Genova (+54%) e Cagliari (+42%). Tra i casi particolari, di piccoli comuni con alti incassi, i 5,3 milioni nelle casse di Galatina in Puglia, i 2,7 per i quattro comuni attraversati dalla "telesina” in Campania, gli oltre 2 milioni per il piccolo borgo di Colle Santa Lucia in Veneto.
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