Prime tintarelle dell’anno, giochi in spiaggia, selfie, tantissimi non rinunciano al primo bagno nonostante l’acqua ghiacciata. E poi molti in fila ai chioschi per un aperitivo o per il pranzo. Il meteo regala un piacevole anticipo di estate e i cagliaritani si riversano in massa sul lungomare. Il Poetto è protagonista già ad aprile, con numeri che ricordano i mesi di luglio e agosto, dimenticando (per un paio d’ore gli effetti del ciclone Harry che negli stabilimenti e lungo le passerelle sono ancora visibili, anche se ormai i lavori di ripristino si avviano a conclusione). A sorprendere è la presenza massiccia anche di turisti stranieri, non un fatto così usuale in questo periodo, arrivati da Germania, Francia, Spagna e anche dal Nord Europa. «Per noi è la prima volta in Sardegna», dice Martin Ostberg, da Stoccolma alla Prima fermata con la famiglia. «Con le ragazze “libere” dagli impegni della scuola per due settimane, abbiamo deciso di partire e venire a Cagliari»: Perché? «Cercavamo una città sul mare, una città accogliente, un posto dove la cucina è eccezionale. Una città per stare in relax, insomma. Abbiamo trovato Cagliari», dice.
I turisti
Sin dalle prime ore del mattino, ombrelloni, asciugamani sono sparsi ovunque: con le famiglie che iniziano a occupare ogni spazio disponibile. La Prima e la Quarta sono sold out già a metà mattina, il resto si riempie all’ora di pranzo. Impossibile a a quell’ora trovare un posto libero nei parcheggi a Marina Piccola e alla Sesta. Basta avvicinarsi alla battigia per scattare istantanee quasi come a Ferragosto (vedere le tantissime testimonianze sui profili social). «Dopo un inverno lunghissimo al quale i cagliaritani non sono abituati, finalmente queste giornate straordinarie», dice Ramiro Cassina, alla Prima Fermata. «È bellissimo». Parole che si ripetono tra i turisti. C’è chi sottolinea la bellezza del litorale, chi la tranquillità, chi invece la possibilità di raggiungere facilmente il mare dal centro cittadino. «Dopo tre giorni, domenica ripartiamo», dicono Hania e Zosia, polacche. «Questo clima, questo mare, questa città, la pasta alla bottarga, lo spritz. È un sogno. Torneremo», aggiungono.
Lo spettro
Accanto all’ottimismo, sul bagnasciuga cresce anche una grande incognita: i voli aerei. Le tensioni nel Medio Oriente generano preoccupazione sul futuro della stagione tra gli operatori del Poetto. Come noto, il problema principale riguarda il carburante degli aerei. «Ormai viviamo alla giornata», spiega Alessandro Murgia, titolare dell’Emerson. «Peggio di così potrebbe andare?», aggiunge. «La preoccupazione c’è», sottolinea Luciano Spiga, dell’Oasi. «Per noi gestori dei chioschi il turismo “pesa” per il 30%, quindi se la situazione dovesse realmente precipitare, dovremmo mettere in conto una perdita di quelle dimensione. Che non è poco», dice ancora.
Angelo Cerina, medico e patron del Lido, resta ottimista: «Il turismo è un “pezzo” importante ma non quello principale per noi. Con gli abbonamenti siamo già sold out, il giornaliero è imp o rtante ma come detto non è il nostro asse principale. Al netto di questo, però, sono fiducioso che tutto si rivolverà. Rispetto a due settimane fa, la situazione generale è già migliorata».
RIPRODUZIONE RISERVATA
Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati
Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.
• Accedi agli articoli premium
• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi
