Il caso

Plastica, raccolta di nuovo a rischio La Regione chiede aiuto al Governo  

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La raccolta della plastica in Sardegna è di nuovo a rischio. Da ieri è impossibile conferire il materiale nell’impianto di Macchiareddu di SO.MA Riclia Srl – ovvero la società incaricata della ricezione degli imballaggi nel sud Sardegna. Si tratta di una sospensione temporanea, a dire il vero, comunicata dalla stessa Srl il 24 luglio scorso. E, come otto mesi fa – quando si presentò la stessa situazione – l’assessora regionale all’Ambiente Rosanna Laconi ha scritto al ministro dell'Ambiente e della Sicurezza energetica chiedendo un intervento urgente del Governo per scongiurare ripercussioni sulla raccolta differenziata nei Comuni sardi.

La lettera

«La Sardegna - sottolinea Laconi - aveva già segnalato con forza queste criticità al Governo nelle scorse settimane. Oggi, alla luce di quanto sta accadendo, riteniamo indispensabile un intervento immediato affinché siano garantiti i ritiri e sia assicurata la continuità del servizio, evitando ripercussioni sui Comuni e sui cittadini». Il problema è a monte. All'origine della crisi c’è infatti la forte contrazione del mercato dei materiali ottenuti dal riciclo della plastica, determinata anche dalla crescente competitività delle materie prime vergini provenienti da Paesi extraeuropei. «Una situazione che – si legge in una nota della Regione - ha rallentato la movimentazione dei materiali destinati al recupero, riducendo la disponibilità di spazi di stoccaggio negli impianti».

Tuttavia, sottolinea l’assessora, «l’Isola non può subire le conseguenze di dinamiche di mercato che investono l'intero sistema nazionale del riciclo». Un sistema che prevede una filiera lunga e complessa: la plastica riciclata, una volta divisa per polimeri, viene acquistata dai cosiddetti riciclatori, cui spetta trasformarla in granuli o scaglie. È in questa forma che i produttori la comprano per creare di tutto, dalle componenti per auto ai pezzi di design. Prima dell’acquisto, la plastica viene trasferita nei centri di selezione nazionali.

Fattore Insularità

Ora, se è vero che la crisi è estesa a tutto il Paese, è altrettanto vero che la Sardegna è maggiormente esposta rispetto ad altre Regioni: i costi di trasporto sono più alti e le alternative poche. Un blocco qui avrebbe effetti immediati e molto più gravi. «La nostra condizione di insularità rende ancora più delicata la gestione di queste problematiche e richiede una particolare attenzione da parte dello Stato – sostiene Rosanna Laconi - come Regione abbiamo esercitato fino in fondo le competenze che ci sono attribuite, sia sul piano istituzionale sia su quello tecnico-amministrativo, accompagnando costantemente l'evoluzione della situazione e adottando ogni iniziativa utile per prevenire interruzioni del servizio. È ora indispensabile che il Governo e il sistema consortile garantiscano la piena funzionalità della filiera, tutelando gli importanti risultati raggiunti nella raccolta differenziata e la fiducia dei cittadini, che ogni giorno contribuiscono con il proprio impegno al buon funzionamento del sistema».

Il sindacato

Critico nei confronti della Regione il segretario regionale di Fit Cisl, Gianluca Langiu: «La sospensione del conferimento degli imballaggi in plastica nell’impianto SO.MA. Ricicla non è un evento imprevedibile, ma la conseguenza di un sistema regionale dei rifiuti privo di governance adeguata». Secondo il segretario la frammentazione del sistema è evidente anche nelle diverse modalità di raccolta applicate nei 377 Comuni. Quindi, «l’intervento del Governo è necessario, ma non può far passare in secondo piano le responsabilità politiche e amministrative della Regione. Il rallentamento dei ritiri della plastica è la manifestazione di un problema strutturale che riguarda l’intero ciclo dei rifiuti e che richiede programmazione, impianti adeguati e una regia pubblica regionale».

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