Dopo gara

Pisacane: «Sto dando tutto» 

«Abbiamo vinto il giorno 11, vigilia dell’anniversario dello Scudetto» 

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Tre punti, la borsa (finalmente) torna a casa strapiena. Il resto, il malessere del primo tempo, i fischi alla fine dei primi 45 minuti, la sofferenza e la paura, contano poco, quasi zero: «I fischi? Io mi concentrerei sugli applausi di fine partita», dice Fabio Pisacane, stritolato da Seba Esposito dopo il gol, un bel segnale - «mi concentro sul presente. Se noi giochiamo come nel secondo tempo va bene. Per le ultime sei gare dobbiamo fare il possibile anche nelle partite più difficili». Il suo pomeriggio: «Ho vissuto la gara con serenità, ho la coscienza a posto, sto dando tutto».

La squadra fra le dita, l’imbarazzo del primo tempo e la certezza, esibita in sala stampa, che tutto facesse parte del pacchetto: «Mi aspettavo questa prima parte: non era un discorso prettamente tattico, il voler aspettare l’avversario, quanto la volontà di avere dei benefici alla lunga ottimizzando le risorse. E così è stato». La prova di Zé Pedro, per esempio: «Sapevo che oggi ci avrebbe potuto dare una mano a vincerla in corsa, subentrando, quando altri della rosa sarebbero calati». Poi il ragazzo di Napoli smette di gonfiare il petto e torna nei suoi abiti più consoni: «Cosa comporta questa vittoria? Conquistiamo tre punti, ma l’obiettivo non è stato ancora raggiunto. Siamo contenti per essere tornati al successo, la squadra ha saputo soffrire e ha fatto di tutto per non prendere gol». Il clima: «Gara complessa, c’era caldo, avevamo alcuni calciatori in una condizione fisica non ottimale, il piano gara era incentrato sul bilanciare le energie nell’arco di tutta la partita». L'aspetto mentale: «Sì, incide, ma anche la questione fisica diventa fondamentale quando hai diversi calciatori reduci da problemi».

Prima dedica della giornata: «Mi piace pensare che abbiamo riabbracciato un giocatore e un uomo importante come Belotti».

Testa e cuore
«Nel secondo tempo abbiamo trovato il gol, siamo stati compatti e abbiamo fatto tutto quello che avevamo preparato», sottolinea, «se non avessimo vinto sarei stato criticato, fa parte del gioco». Il percorso: «È una responsabilità che mi sono preso dal primo giorno: ogni partita mi sento in discussione, anche perché rappresento una squadra gloriosa e importante». Il fischio finale come una liberazione: «Sì, ho scaricato tutta la tensione, vivo la partita in maniera molto intensa. Sono certo che alla fine trionferemo».

Esposito cresce. «Sebastiano è un talento che va coltivato, ha fatto un gol di pregevole fattura non solo per il colpo di testa, ma per aver capito dove sarebbe potuta andare la palla», aggiunge l’allenatore rossoblù, «so quello che ha passato quando non riusciva a incidere, deve continuare così. So quanto ci tiene a far bene, è uno dei calciatori in rosa con maggiore qualità. Ha tutto. Se non si accontenterà e migliorerà in certe situazioni di gioco, diventerà ancora più bravo». Bastone e carota: «È un giovane, e come tutti i giovani va supportato, a volte anche bastonato, ma solo per il suo bene».

La sofferenza
«Il campionato non finisce oggi, non sarebbe finito oggi neppure in caso di risultato negativo, anche se ovviamente si sarebbero accumulate ancora più nubi attorno a questi ragazzi», questo il Pisacane-pensiero, «certo, dopo otto partite senza vittoria non ti puoi aspettare che la gente ti stenda il tappeto rosso. Però, allo stesso tempo, in un momento come questo, si fa fatica a portare la gara dalla propria parte». Seconda dedica: «Alla nostra gente, che ci sta sempre vicino. Siamo ancora più felici di averlo fatto oggi, l’11, un numero che qui a Cagliari è sempre importante, alla vigilia dell’anniversario dello Scudetto conquistato da quei grandi campioni. Questi tre punti oggi ci rendono ancora più orgogliosi». (e.p.)

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