L’allarme.

Pirri, piano anti-alluvioni: serve ancora un anno 

I collettori per la raccolta dell’acqua: «Avanti i lavori per un futuro più sicuro» 

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Dodici mesi, se va bene, per cominciare a lasciarsi alle spalle un incubo che a Pirri si ripete da oltre due secoli. Ma prima che i nuovi collettori di raccolta dell’acqua mettano in sicurezza il territorio una volta per tutte, c’è ancora un inverno da attraversare, con il rischio che diventino due e che piogge intense si trasformino nell’ennesima emergenza. La presidente della Municipalità, Maria Laura Manca, guarda però con ottimismo al traguardo dei lavori e parla di «circa un anno per vedere completato il cantiere di via Italia». Per i residenti, intanto, la promessa di una soluzione non cancella la paura del presente: anche quest’anno, davanti alla pioggia, bisognerà chiedersi se le strade si trasformeranno ancora in fiumi.

Gli scavi

I cantieri, avviati nella primavera del 2024, secondo l’Amministrazione procedono seguendo il programma. «Il primo lotto del C70 (il grande “tubo” interrato che raccoglie l’acqua che scende da Barracca Manna) è nella fase conclusiva – spiega l’assessore all’Infrastrutturazione urbana Yuri Marcialis –, con termine previsto entro metà 2027, cui seguirà il secondo lotto, della durata stimata di circa un anno e mezzo». Per il C47, che attraversa via Italia invece, «sono previste nuove lavorazioni dalla prossima settimana, mentre la conclusione è prevista per la fine del 2027».«Come Municipalità – sottolinea la presidente Manca – stiamo attenzionando i lavori su via Santa Maria Goretti e via Italia, consapevoli dei disagi che le modifiche alla viabilità comportano. Chiedo pazienza ai cittadini e, in particolare, ai commercianti: se oggi affrontate delle difficoltà, domani sarete i primi a beneficiare della messa in sicurezza dell’abitato».

Le previsioni

Una questione, quella delle alluvioni, che affonda le radici nella storia. Pirri d’altronde si allaga quasi ogni inverno dal 1795. All’origine del problema la conformazione geografica della Municipalità e la cementificazione, che ha modificato gli antichi percorsi naturali di deflusso dell’acqua, compreso quello del torrente S’Arriu. In attesa che i lavori sui collettori vedano la parola fine, resta l’incognita di questo inverno. Dopo un’estate particolarmente calda, e l’esperienza del ciclone Harry, cresce l’attenzione per il rischio di precipitazioni intense.

Armi spuntate

Intanto, per affrontare l’inverno in arrivo, l’Amministrazione ha avviato un programma strutturato di pulizia delle caditoie, per evitare che foglie e detriti ostruiscano gli scarichi. «Saranno monitorate con particolare attenzione le zone storicamente più esposte», assicura ancora Manca. Il piano di Protezione civile prevede inoltre punti di attenzione specifici su Pirri e una base logistica in piazza Italia. «In caso di allerta – continua la presidente – verranno attivati anche i tabelloni elettronici, per avvertire soprattutto gli automobilisti di passaggio e impedire che attraversino le strade più a rischio». Qualche beneficio potrebbe arrivare già dalle opere completate: il tratto del C70 in via Sironi dovrebbe contribuire a ridurre il rischio di allagamenti nelle vie limitrofe. Per una soluzione strutturale, però, bisognerà attendere il completamento dell’intera rete, e forse questo potrà essere l’ultimo inverno in cui Pirri dovrà affrontare le sue fragilità.

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