Le strade della città ormai sono un puzzle mal messo di buche, rattoppi che cedono, avvallamenti e pozzanghere. Uno di quei mosaici in cui manca sempre un elemento: qualche pezzo si perde e l’opera rimane incompleta. L’asfalto si sgretola al passaggio dei veicoli, gli pneumatici si danneggiano e le sospensioni chiedono pietà. Così, non di rado, capita di sentire qualche imprecazione dai finestrini degli automobilisti e di vedere motociclisti saltellare come se si trattasse di una pista da motocross.
Il tour
Un problema che va avanti ormai da anni ma che, specialmente dopo le piogge costanti che hanno segnato l’inizio di questo 2026, sembra essersi esteso in tutta la città. Da viale Sant’Avendrace a viale Trieste, dalle vie di Is Mirrionis a quelle di Villanova, la musica non cambia. Certo, alcune buche – come quella ostinata in viale Merello – vengono ripristinate regolarmente dagli operai. Ma poco dopo, sotto il peso incessante del traffico, tornano a riaprirsi, più profonde e pericolose di prima. Che ci si trovi in pieno centro, sul lato porto di via Roma, o tra le palazzine di via Castelli, la routine è la stessa: i primi sobbalzi, la frenata improvvisa o la sterzata per evitare la voragine, tra gli spaventi di chi siede accanto e i clacson di chi arriva da dietro. Manovre pericolose che chi guida in città conosce bene. Un giorno si rattoppa, quello dopo arrivano nuovi scavi. Dai tagli per la fibra, agli interventi all’impianto idrico: non c’è angolo del capoluogo dove il problema non sia diventato una vera emergenza.
Le voci
«Se passasse un drone e dall’alto guardasse verso viale Sant’Avendrace, potrebbe pensare che siamo già stati bombardati», commenta Luca Ligas, che nella via abita e lavora. «Ormai da troppo tempo il viale è in queste condizioni: una buca continua. Il rumore dei tombini, di notte, sembra quello delle fucilate. Sì, ogni tanto si vedono i rattoppi delle ditte appaltatrici, ma non è abbastanza». Qui c’è una delle strade più trafficate: «Una via di passaggio sia in entrata che in uscita da Cagliari, una pessima cartolina. Ma purtroppo cosa possiamo farci noi?». Luciano Piano parla di «un quartiere abbandonato»: la condizione del manto stradale è solo uno dei tanti problemi. «Dovrebbe essere il biglietto da visita della città, invece è una vergogna». E continua: «È mai possibile che assessori, consiglieri o sindaci non girino per la città e non si rendano conto delle sue condizioni? Per non parlare della sporcizia e dello stato dei marciapiedi. Siamo abbandonati».
Lavori a metà
«Queste strade? Andrebbero rifatte tutte», commenta furioso un automobilista di corsa dopo aver parcheggiato in viale Trieste. Ma anche dove arrivano i lavori, i problemi non si risolvono. Come in via Macomer, a Villanova, dove il nuovo asfalto copre solo metà della carreggiata, lasciando dislivelli netti tra il vecchio e il nuovo, oltre a pozzanghere e buche profonde.
Interventi a metà, che più che risolvere finiscono per spostare il problema di qualche metro.
E intanto i cagliaritanti e i tanti pendolari continuano a convivere con strade che logorano mezzi e, soprattutto, pazienza. Non solo una questione di decoro urbano ma, ancor prima, di sicurezza.
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