Che in Sardegna avessimo i più forti e affidabili “curvisti” per le staffette 4x100 lo sapevamo già e Dalia Kaddari e Lorenzo Patta lo hanno ribadito anche nella rassegna continentale di Birmingham. Anche se le cose a Ferragosto non sono andate per il verso giusto. All'importante medagliere italiano sono venuti a mancare proprio quegli allori nelle staffette veloci che dopo il primo turno apparivano molto probabili.
Il quartetto veloce maschile, con Erik Marek, Fausto Desalu e Lorenzo Patta (in batteria di gran lunga il migliore in assoluto della terza frazione, in finale solo un centesimo dietro il belga Antoine Snyders), ha portato il testimone al terzo cambio in seconda posizione alle spalle della Gran Bretagna. Dopo i primi trenta metri, però, Samuele Ceccarelli ha cominciato visibilmente ad arrancare, colpito da quelli che a suo dire sono sembrati crampi ai polpacci, fino a perdere il testimone (cosa che ha poi portato alla squalifica del quartetto azzurro, quinto in 39”17).
Le ragazze avevano stampato il miglior tempo delle batterie (42”22). In finale, nonostante un primo cambio lunghissimo e ansiogeno tra Zaynab Dosso (che aveva rilevato Alice Pagliarini) e Gloria Hooper e quello accettabile tra Hooper e Dalia Kaddari, hanno consegnato il testimone in terza posizione a Alessia Pavese che ha atteso troppo l'arrivo della velocista isolana. Ne è venuto fuori un cambio “tamponato” e un avvio eccessivamente lento della Pavese che alla fine ha portato al quarto posto delle azzurre in 43”21, a 6 centesimi dal bronzo.
Marcia
Sfortunata prova anche per il campione italiano Andrea Agrusti. Poco dopo il trentesimo chilometro della maratona di marcia l'atleta sassarese ha avvertito dei problemi muscolari che lo hanno costretto al ritiro. Agrusti a parte, a Ferragosto la marcia italiana si è comportata benissimo: nella “mezza”, argento di Francesco Fortunato (1.23’36) e bronzo di Andrea Cosi (1.23’49”) e ancora l'argento di Alexandrina Mihai (1.31’04”); nella maratona, doppio trionfo con Massimo Stano (2.56’49”, record europeo) e Sofia Fiorini (3.15’11”, primato mondiale).
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