Il caso.

Parcheggi al Poetto, caos e polemiche 

Tariffe elevate, pagamento solo con il telefonino: protestano i bagnanti 

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C’è chi si lascia andare a un’imprecazione, chi (quasi) prega, e chi se ne infischia e se ne va senza pagare. Guido, per esempio, («niente cognome, per favore») fa due tentativi, a vuoto, e sbotta. «Non funziona la geolocalizzazione, assurdo. Me ne frego, così come se ne frega chi dovrebbe garantire ai cittadini la possibilità di pagare: se troverò la multa la contesterò». Alessia Tuveri non si dà pace e insiste per quasi mezz’ora prima di riuscirci: «È assurdo che non ci sia un parcometro. Non solo devi pagare un salasso per una giornata di mare ma perdi un sacco di tempo per scaricare l’app, registrarti, inserire la carta di credito, quella “giusta”, cioè con i soldi dentro. Sembra una barzelletta». Anche Lyam Ouellet, turista canadese, 19 anni, lui sì nativo digitale, ci mette un po’. «Niente di troppo complicato, però il tempo che si perde per scaricare l’app e fare la registrazione...insomma potrebbe essere più rapido».

I cartelli “sbagliati”

Sabato mattina, ore 11, parcheggio accanto all’Ippodromo. La stagione estiva è appena entrata nel vivo ma è già polemica sugli stalli a pagamento: tariffe alle stelle, 10 euro per l’intera giornata (come lo scorso anno, per la verità) e difficoltà a pagare per l’assenza di sia personale che dei parcometri. I cartelli traggono in inganno, ammettono due modalità di pagamento: con app e con il parcometro. Invece si può utilizzare solo il sistema digitale e per molti bagnanti è una sfida di nervi. «I parcometri sono in fase di sostituzione, mancano le autorizzazioni amministrative regionali della Tutela del Paesaggio», spiega Carlo Arba, amministratore unico di Parkar, la società che gestisce i parcheggi a pagamento all’Ippodromo.

La polemica

«Il parcheggio dell'ippodromo è il manifesto della mobilità secondo questa amministrazione, finalizzato a combattere le auto e le automobilisti», tuona Giuseppe Farris, CiviCa 2024. «A Cagliari, l’auto per molti non è un lusso e non è un capriccio, spesso è una necessità: 10 euro al giorno non sono pochi. Non lo sono per una famiglia, non lo sono per un pensionato. Il Poetto non è un resort privato. Poi c’è il tema dell’app, una scelta apparentemente moderna ma nella sostanza escludente perché chi è meno digitalizzato, proprio gli anziani, l'auto è più necessaria». «Il parcheggio dell’Ippodromo è un capolavoro di modernità», afferma con piccata ironia Pierluigi Mannino, FdI. «Niente parcometro, niente personale, solo un’app e tanta fede. Se vuoi pagare, devi registrarti, inserire targa, carta, gruppo sanguigno, e se ti va bene in 10 minuti sei legale. Nel frattempo ti sei già scottato al sole».

“Lavori in corso”

Parcheggi a parte, al Poetto sono diversi i “lavori in corso” per accogliere l’inizio della stagione al meglio: il Comune sta per terminare gli interventi sugli ultimi due bagni pubblici ancora chiusi e sta sistemando l’ingresso alla spiaggia alla Quarta (distrutto dal ciclone Harry). Restano da completare alcune rifiniture: la “potatura” degli arbusti che alla Sesta hanno trasformato la passerella in un campo di rovi. «Non è mancanza di manutenzione», spiega l’assessora all’Ambiente Luisa Giua Marassi. «Le piante fanno parte dell’ecofiltro e sono tutelate. Tuttavia cercheremo di capire se sarà possibile contenerle per consentire il passaggio».

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