«La nostra protesta è contro le pale eoliche sulle colline del vento, a prescindere da chi sia il destinatario dell’energia prodotta». I comitati Su Entu nostu e Sant’Antiogu Becciu proseguono la strada del “no” al progetto Enel di 12 torri, alte 220 metri, nei Comuni di Sanluri, Sardara, Villanovaforru. Questo, dopo che la Saras ha precisato: «La Sardhy Green Hydrogen S.r.l., titolare del progetto di idrogeno verde, ha comunicato la rinuncia all’iniziativa il 19 dicembre 2024 al ministero delle Imprese e del Made in Italy, nei primi mesi del 2025 a quello della Cultura, dell’Ambiente e Sicurezza energetica e alla Regione». Dunque, formalizza «la dissociazione tra l’eolico in questione e il progetto idrogeno verde», chiarendo che «tali impianti non sono più destinati né funzionali alla fornitura di energia rinnovabile per lo stabilimento Saras a Sarroch».
La questione nasce dalle due petizioni di Su Entu nostu al Governo e alla Regione per bloccare le nuove pale eoliche nell’area del sito sacro di Sant’Antioco. E che la Saras non sia più coinvolta non ferma il comitato Sant’Antiogu che, proprio ieri, ha lanciato un appello ai Comuni, alla Provincia, alle associazioni, in particolare alle comunità coinvolte: «La chiesetta di Sant’Antiogu Becciu è in grave pericolo». Ricorda quanto è stato realizzato «in questi undici anni, grazie al sostegno di amici e volontari. Occorre un forte intervento degli amministratori pubblici presso la Regione, il Governo e in ogni sede possibile per bloccare i progetti e salvare il sito». Una terra che ai signori del vento ha già dato «nel 2013, quando vicino alla chiesa sono state installate quattro pale eoliche». (s. r.)
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