Tra Nulvi e Ploaghe previste 27 nuove turbine al posto delle 51 attuali, la potenza passerà da 43 megawatt a 121

Pale a Saccargia: «La Regione ci dia le carte» 

Il Presidio permanente del popolo sardo ha chiesto l’accesso agli atti: «Troppi dubbi» 

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La richiesta è stata inviata. Via pec. Il Presidio permanente del Popolo sardo attende dalla Regione «gli atti del parco eolico di Nulvi-Ploaghe». Un gigante da 121,50 megawatt, con vista sulla basilica di Saccargia.

L’intervento

L’ha firmata per tutti Davide Fadda la richiesta di accesso agli atti. «Dobbiamo accertare diversi aspetti che possono invalidare le autorizzazioni», è la pista seguita. Lunghissimo l’elenco dei documenti sollecitati. «Abbiamo bisogno di ricostruire ogni aspetto, dagli elementi progettuali all’istruttoria». L’ultimo tassello l’ha messo proprio la Regione, lo scorso 28 aprile, con la determinazione 463/17344, ovvero l’autorizzazione unica che alla Erg wind energy srl ha acceso luce verde ai lavori (nelle scorse settimane la governatrice Alessandra Todde ha pure incontrato il presidente della società, Edoardo Garrone). Il progetto prevede ventisette aerogeneratori da 180 metri, al posto dei cinquantuno esistenti, alti settantasei. Oltre il doppio. Stando alle carte, si tratta di un repowering. Un potenziamento.

Le ragioni

Il primo aspetto che il Presidio permanente del popolo sardo vuole verificare riguarda proprio la tipologia dell’intervento. Norme alla mano. Quando le vecchie pale si sostituiscono con le nuove, la procedura varia a seconda di quanto aumentano potenza e capacità produttiva. Sotto la soglia del 20 per cento, l’iter è snello. E solo in quel caso si può parlare di repowering. Diversamente va seguito un percorso amministrativo più complesso. «Vogliamo accertare – continua Fadda – che il limite di legge non sia stato superato. A cascata entra in gioco un’altra serie di elementi che passa anche dalle autorizzazioni ambientali». Un proposito, questo, dichiarato nella stessa pec inviata alla Regione. «L'accesso agli atti è richiesto al fine di verificare la documentazione progettuale posta a base dell'istruttoria regionale, così come la sua evoluzione nel corso del procedimento e la corrispondenza tra le diverse versioni degli elaborati».

Il dissenso

L’opposizione al parco di Nulvi-Ploaghe non è solo una questione di Comitati. Contro le pale visibili da Saccargia, la basilica medioevale bicolore, dove la pietra calcarea bianca si alterna al basalto vulcanico nero, ha provato a mettersi di traverso pure il Municipio di Osilo, al cui fianco si è schierato il Presidio permanente del popolo sardo. «Nel territorio del Comune non ricadono le pale ma le opere connesse, che sono comunque parte integrante del progetto. Eppure – spiega Fadda – l’ente è stato tenuto fuori dall’iter procedimentale. Ma se l’espressione della volontà amministrativa risulta limitata, tutto il processo diventa necessariamente viziato. Dobbiamo accertare se anche questo aspetto emerge o meno negli atti». Prima dell’autorizzazione unica concessa dalla Regione, il Comune, con una nota ufficiale di gennaio 2026 a firma dell’allora sindaco Giovanni Ligios, aveva segnalato, tra le altre cose, che «gli scavi per la posa dei cavidotti comportano rischi di alterazione dell’assetto idrogeologico».

L’ultima sentenza

Sul repowering di Nulvi-Ploaghe il Presidio permanente del popolo sardo è deciso a far valere anche la sentenza del Tar 51/2026 che ha chiamato al rispetto delle distanze tra pale e patrimonio archeologico. La stessa regola si applica su alberi monumentali, belvedere e altri beni paesaggistici che rientrano nel decreto 42/2004. Gli aerogeneratori sino a 180 metri, come quelli previsti nel progetto di Erg, non devono essere visibili nel raggio di nove chilometri. È cinquanta volte l’altezza delle stesse turbine, prevede il punto 3.1 del decreto ministeriale del 10 settembre 2010 citato dai giudici amministrativi. Il parco eolico di Nulvi-Ploaghe vale oggi 43,35 megawatt, dati dalle cinquantuno pale con potenza nominale di 0,85. Le nuove ventisette turbine sono invece da 4,5 megawatt, per un conto finale che arriverà a 121,50. Sull’unità di misura, è un repowering da +78,15 megawatt, pari a una crescita del 180,25%.

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