Ora tutta l’operazione rischia davvero di naufragare. Dopo l’acquisizione degli atti da parte della Guardia di Finanza su delega della Corte dei Conti, non tardano ad arrivare le picconate del centrodestra sardo che parla di «operazione fumosa sotto il profilo dell’interesse pubblico. Quanto sta emergendo conferma i dubbi che abbiamo sollevato sin dall’inizio su tutta l’operazione. La Regione dica tutta la verità su ciò che ha fatto, su ciò che ha firmato e su ciò che ha scelto di non difendere. Perché sugli aeroporti non è in gioco soltanto un assetto societario: è in gioco la sovranità concreta della Sardegna su infrastrutture decisive per il suo futuro».
Centrosinistra
Nessun commento, invece, dalla maggioranza di centrosinistra che governa la Sardegna. Ma questo non è strano: parti importanti del Campo largo avevano espresso forti perplessità già in Aula, al momento di discutere la parte della manovra sul finanziamento di trenta milioni per consentire alla Regione di acquisire il 9,25% delle quote nella futura holding di gestione degli scali. Un esempio su tutti, la capogruppo di Avs e sindaca di Elmas, Maria Laura Orrù: «Il tema non si affronta solo secondo una logica finanziaria, la politica deve mettere al centro l'interesse generale. Dietro il sistema degli aeroporti ci sono centinaia di lavoratrici e lavoratori, quali garanzie a loro tutela?».
Reazioni
«L’iniziativa della Procura Generale della Corte dei Conti non sorprende, anzi è la testimonianza di tutti i lati oscuri di questa vicenda», commenta il capogruppo di FdI Paolo Truzzu, «gli unici che sembra non abbiano mai avuto dubbi, almeno fino alla visita della Finananza, erano la presidente e la sua Giunta, che hanno cercato in tutti i modi di trovare un interesse pubblico in un’operazione del tutto privatistica». Per il vicepresidente del gruppo consiliare, Fausto Piga, «a questo punto anche il passo indietro della Giunta appare più chiaro, probabilmente si sono resi conto che stavano rischiando con il fuoco». Si riferisce alla decisione presa quasi due settimane fa di spostare lo stanziamento dei trenta milioni al 2027. Adesso, «ci auguriamo che i rilievi della Corte dei Conti non passino inosservati, anche se la presidente Todde ha già dato ampia dimostrazione di fare finta di non capire i provvedimenti dei giudici, come avvenuto con il pasticcio dello spoils system in sanità». Michele Pais (Lega), ex presidente del Consiglio regionale, si concentra sulla questione del ruolo del pubblico nella futura governance: «Non si comprende perché la Regione dovrebbe investire 30 milioni di euro rimanendo fortemente minoritaria». Poi precisa: «Siamo favorevoli a una rete aeroportuale sarda, come indicato dal Piano Nazionale degli aeroporti del Mit, ma una cosa è costruire un sistema integrato al servizio della Sardegna, un’altra è un’operazione finanziaria nella quale il pubblico mette le risorse mentre controllo e capacità di indirizzo rischiano di finire nelle mani dei privati».
L’ex assessore
Interviene anche Antonio Moro, presidente del Psd’Az ed ex assessore ai Trasporti: «Dopo l’iniziativa della Procura della Corte dei Conti e dopo le prime acquisizioni di atti e documenti da parte della Guardia di Finanza, non è più tollerabile il silenzio della Regione. Serve piena chiarezza su tutta la vicenda. E serve subito». La verità è che «attorno agli aeroporti sardi si è tentato di costruire un’operazione sbilanciata a favore dei privati e sfavorevole alla Sardegna». Infine Umberto Ticca, capogruppo dei Riformatori: «Le verifiche faranno il loro corso, ma non mi sorprende che una vicenda così opaca e controversa sia finita sotto la lente degli organi di controllo. Spero serva almeno a fermarsi finché siamo in tempo. Perché anche se fosse tutto formalmente legittimo, resterebbe una scelta politica profondamente sbagliata per la Sardegna».
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