Agricoltura.

«Pagamenti Pac, non c’è tempo da perdere» 

Dopo l’accordo con Agea le associazioni sollecitano lo sblocco delle pratiche 

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«Il perdurare di criticità legate all’applicazione delle Pratiche Locali Tradizionali-PLT sta determinando un blocco significativo dei pagamenti Pac a numerose aziende agricole sarde, creando non poche preoccupazioni e difficoltà economiche al Primario isolano, già messo alle strette dai continui rincari dei fattori produttivi». Lo sottolinea il presidente della Copagri Sardegna Giuseppe Patteri, spiegando che «e anomalie riscontrate nella gestione delle superfici interessate da PLT stanno incidendo negativamente sull’ammissibilità delle domande e sui relativi pagamenti».

Lo scenario

Nei giorni scorsi il confronto con l’assessorato all’Agricoltura, alla presenza di Agea e Argea, ha aperto la strada a una soluzione condivisa. L’accordo siglato consentirà di uniformare la classificazione dell’uso dei suoli e sbloccare l’accesso ai pagamenti della Pac,

«In particolare, è necessaria una definizione univoca delle superfici PLT, stabilendo criteri chiari e omogenei per la loro individuazione e gestione, così da evitare interpretazioni difformi che possano penalizzare gli agricoltori», precisa il direttore della Copagri Sardegna Mario Putzolu, suggerendo di lavorare anche sul «coordinamento tra gli enti, in modo da garantire uniformità nelle procedure istruttorie e nei controlli».

Le voci

Quello di giovedì, auspicano le associazioni, deve essere solo un primo passo per affrontare la paralisi del settore agricolo legata alle Pratiche locali tradizionali: «Adesso è necessario accelerare sul lato pratico per superare gli impedimenti burocratici e liberare il prima possibile i pagamenti alle aziende sarde degli emolumenti della Politica agricola comune», sostengono il presidente e il direttore regionali di Cia Sardegna, Michele Orecchioni e Alessandro Vacca. «Stiamo parlando di risorse importanti, che ammontano a 40 milioni di euro di pagamenti diretti e 20 milioni collegati alle misure del CSR 2023-2027. Risorse in grado di fare la differenza nei bilanci delle aziende isolane, sempre più in difficoltà per una interminabile contingenza di fattori negativi. Dai cambiamenti climatici, ai rincari dei costi di produzione legati agli scenari internazionali, all’impennata del costo dei carburanti e ai limiti dell’export negli Usa», aggiungono.

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