L’appello.

«I cittadini chiedono  un futuro di pace,  servono l’Ue e la Nato»  

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Praga. «Dobbiamo evitare di tornare indietro nella storia dell'umanità quando le controversie si regolavano con la forza e non con il diritto». Ma soprattutto, chi esercita leadership non deve dimenticare che «i cittadini, soprattutto in questo momento storico, chiedono un futuro di pace e libertà». Il presidente della Repubblica continua instancabilmente a chiedere il rispetto del diritto internazionale, quel pacchetto fondamentale di regole condivise che sembra oggi in frantumi. Sergio Mattarella si è speso anche ieri visitando la Camera e il Senato della Repubblica ceca. I Parlamenti, ha sottolineato, sono il «cuore della democrazia» dove le controversie si risolvono e le istanze sociali trovano ascolto. Lo ha sottolineato con chiari riferimenti all'amministrazione americana, difendendo a spada tratta l'Alleanza atlantica e, contemporaneamente, sferzando l'Unione europea ad uno scatto di reni per concretizzare «una sovranità condivisa».

«Le sfide di oggi sono globali e nessun Paese, anche quello più forte economicamente o militarmente, può pensare di fare da solo. Altrimenti - ha spiegato visitando il Parlamento ceco - la sovranità diventa illusoria. Sicurezza, migrazioni, equilibrio finanziario, la presenza di soggetti che operano al di sopra degli Stati e del diritto internazionale, i cambiamenti climatici, le questioni della salute, possono essere affrontati solo in modo globale. Ci sono questioni che possono essere risolte solo con una sovranità condivisa».

Tra leggeri fiocchi di neve da primavera nordica e una passeggiata sull'iconico ponte Carlo di Praga il presidente viene intercettato da una scolaresca italiana in gita. Sono di Caltanissetta, della sua regione: tra selfie e strette di mano scatta l'inno di Mameli tra la sorpresa dei tanti turisti. Spunti di riflessione tra l'amor patrio e l'esigenza improcrastinabile di cedere fette di sovranità per far funzionare davvero l'Europa unita).

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