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«L’assessore alla Sanità? Scegliete un sardo» 

Il suggerimento di Schillaci. E Todde ammette: «Affidarsi a un tecnico è stato un errore» 

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Fuori dalla dialettica politica classica possono emergere delle verità. È successo ieri, all’ultimo appuntamento della scuola politica dei Riformatori, quest’anno dedicata interamente alla sanità. C’erano il ministro della Salute Orazio Schillaci, ma anche la presidente della Regione (e assessora ad interim) Alessandra Todde. Tanto garbo, non solo istituzionale, da parte di entrambi. Ha esordito la presidente, intervistata sul palco della sala congressi dell’Holiday Inn di Cagliari da Franco Meloni. «Crede di aver fatto tutto nel migliore dei modi?», le ha chiesto Meloni. «Sulla sanità è sempre necessario un approccio umile, credo che si potesse fare meglio. In ogni caso i cambiamenti in sanità sono sempre a medio e lungo termine», le parole di Todde.

«Un errore»

Poi l’ammissione: «Appoggiarsi a un tecnico è stato un errore», con riferimento all’ex assessore Armando Bartolazzi a cui è stato revocato l’incarico lo scorso dicembre. «Ha anche dato contributi importanti, la visione di una persona che ha esperienza internazionale, che ha vissuto altri contesti, sicuramente ha aiutato ad andare oltre rispetto a ciò che siamo abituati a vedere». Il fatto, però – ha precisato, «è che forse alcune proposte non andavano bene all’interno del nostro contesto». Infatti, «ci sono due approcci possibili, uno medico e l’altro da manager. Di certo lui è un bravissimo oncologo, ma gestire un contesto complesso è una cosa completamente diversa. In questo momento serviva un approccio manageriale».

L’auspicio

Non c’è da sorprendersi se dopo un paio d’ore, poco prima di andar via per prendere l’aereo, Schillaci si sia sentito di consigliare vivamente che il prossimo assessore sia un sardo. L’ha detto a fine lavori, rispondendo a una domanda dell’ex parlamentare Pier Paolo Vargiu: «Gli direi che può contare sul sostegno del ministero della Salute per risolvere tutti i problemi che ci sono. Sempre e solo per i cittadini». Infatti, ha aggiunto, «nessuno può conoscere una realtà complessa come quella sarda come chi vive in questa Regione. Per esempio, un bravo manager della sanità romana, magari non avrebbe le stesse capacità a Milano».

Nell’intervento di apertura, Todde ha parlato anche del suo interim: «È derivato da una situazione molto complessa. Io ho ritenuto che con le scadenza del Pnrr, con il fatto che stiamo venendo comunque da una riorganizzazione del sistema, ci fosse la necessità di una “pacificazione”. Una volta conclusa questa fase, certamente ci sarà bisogno di qualcuno che porti avanti il lavoro. Però questo passaggio era necessario». Per il futuro, «spero di avere una situazione che mi consenta di poter avere una persona dedicata che porti avanti i progetti che abbiamo in testa per la sanità sarda».

Da parte del ministro, quello sul prossimo assessore è stato l’unico passaggio con un riferimento diretto al sistema sanitario dell’Isola. In realtà ne ha fatto vari indiretti: «Ancora oggi ci sono troppe disparità tra regione e regione, tra Nord e Sud, e questo è inaccettabile perché le aspettative di vita o la possibilità di avere una prestazione non possono certo dipendere dal posto di residenza di un singolo cittadino. E l’insularità non può essere uno svantaggio in termini di servizio sanitario erogato, tutti devono avere lo stesso livello di cure. Vogliamo modernizzare il sistema e, attraverso un dialogo costante con le regioni, migliorare il servizio. Dobbiamo puntare alla sostenibilità del sistema, facendo diventare la prevenzione il pilastro della sanità».

Sanità digitale

Tra i due blocchi, la tavola rotonda sempre moderata da Franco Meloni con il presidente della commissione Salute alla Camera, Ugo Cappellacci, il vicepresidente di Federsanità Paolo Cannas, il dg di Ares Giuseppe Pintor e il coordinatore di Fiaso Antonio Spano. Per l’ex governatore bisogna «guardare anche a sfide come la sanità digitale che soprattutto in territori come il nostro può aiutare a superare il divario geografico».

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