Isili.

Ospedale, si infiamma la polemica 

Il cappellano Demurtas: «Non servono soluzioni temporanee» 

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Come preannunciato dalla Asl, il pronto soccorso dell’ospedale San Giuseppe di Isili è stato riaperto ieri dopo la serrata di sabato. Ma le polemiche restano e sulla vicenda intervengono il mondo politico e anche il cappellano Antonio Demurtas, il quale prende «atto dell’impegno della Azienda sanitaria per garantire il servizio» ma aggiunge: «La chiusura è stata causata dalla carenza di personale», quindi «il problema non è ancora risolto». Di conseguenza «servono interventi strutturali, non soltanto soluzioni temporanee».

La denuncia

Parole chiare cui si aggiunge la richiesta di trasparenza sulla situazione reale, soprattutto sul funzionamento della Casa di Comunità.

«Bisogna evitare di creare aspettative che oggi non trovano pieno riscontro nella realtà», dice il cappellano dell’ospedale, «chi frequenta quotidianamente l’ospedale sa bene che il cantiere è fermo. È evidente che il progetto non è stato ancora completato. I cittadini del Sarcidano non chiedono polemiche ma trasparenza, hanno diritto di sapere quando i servizi saranno realmente operativi».

Il territorio

L’ospedale di Isili rappresenta un punto di riferimento per un territorio più ampio del Sarcidano Barbagia di Seulo. A questo presidio si rivolge una grande fetta di questo entroterra, dunque da più parti arriva la richiesta di un intervento decisivo. Lo chiede da anni il comitato di cittadini Sanità Bene Comune e lo sollecitano gli amministratori locali che oggi per discuterne si incontreranno nella sede della Comunità Montana per tracciare una linea di intervento.

Le reazioni

«Passano gli anni ma i problemi aumentano, il territorio continua a perdere servizi e quelli che restano sono sempre più precari», il commento di Umberto Oppus, sindaco di Mandas e presidente del distretto sanitario Sarcidano Barbagia e Trexenta, «serve un patto politico tra i comuni e il Consiglio regionale».

Pietro Pittalis (deputato di FI) si rivolge direttamente alla governatrice Alessandra Todde chiedendole di riferire in Consiglio sulla situazione del pronto soccorso: «La chiusura non è un semplice incidente di percorso ma il sintomo di un sistema ormai estremamente vulnerabile. La realtà racconta di una sanità regionale che si regge su equilibri precari, l’assenza improvvisa di un solo medico è sufficiente a interrompere un servizio essenziale per migliaia di cittadini».

Insomma, si profila un fronte comune che interessa non più solo il Sarcidano Barbagia di Seulo ma anche Gerrei, Trexenta e Marmilla.

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